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Covid-19

Vaccini, Catania accelera: altri 4 hub (e presto forse Az e J&J under 60)

Di Redazione

CATANIA - Da metà maggio la provincia di Catania avrà, a regime, la possibilità di effettuare oltre 6.000 vaccinazioni al giorno, oltre il doppio rispetto alle attuali potenzialità di circa 3.000. Entro dieci giorni, infatti, saranno pronti gli hub di Acireale, Caltagirone, Misterbianco e Sant'Agata Li Battiati. E’ la previsione del commissario per l'emergenza Covid dell’Area metropolitana, Pino Liberti

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«I primi due - annuncia Liberti - avranno oltre 50 box per ospitare le postazioni vaccinali, le aree anamnesi e le postazioni per il rilascio ricevute. Altrettante le postazioni a Caltagirone. A Sant'Agata Li Battiati ci saranno 45 box a Misterbianco 20. I moduli saranno multifunzionali e possono agevolmente essere trasformati, ad esempio, da aree anamnesi in postazioni vaccinali. Acireale e Caltagirone potranno vaccinare 1000 persone al giorno, Sant'Agata Li Battiati 700, Misterbianco 500. Negli hub saranno somministrati i vaccini Moderna, Pfizer e Astrazeneca».

Liberti rivolge un anche appello a «fidarsi della scienza» e «vaccinarsi». «E se avete dubbi o perplessità - aggiunge -chiamate il nostro call center (800 954 414) oppure parlatene direttamente con i medici presenti negli hub vaccinali».

Per accelerare la campagna vaccinale di spera anche nell'estensione di Astrazeneca e Johnson &Johnson anche alle persone con meno di 60 anni, come annunciato ieri dal Commissario per l'emergenza, Francesco Figliuolo, che per non rallentare la corsa delle somministrazioni, gioca la carta della 'rolling review', ovvero revisione dovuta all’esperienza accumulata durante le vaccinazioni: una valutazione che potrebbe portare in particolare ad estendere anche ad età più basse l’utilizzo dei sieri a "vettore virale", visti «gli effetti collaterali infinitesimali». Il mantra del generale e del capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, è quindi che «i vaccini vanno impiegati tutti». L’esortazione arriva in vista della campagna di massa, che è programmata sull'utilizzo di tutti e quattro i tipi di siero e non solo sugli approvvigionamenti di quelli di tipo "Rnma" (Pfizer e Moderna).

«E’ un discorso che gli scienziati stanno valutando anche sulla base degli studi più avanzati che ci sono in Gran Bretagna, dove hanno finora utilizzato 21 milioni di vaccini Astrazeneca» ha spiegato Figliuolo. L’avvertimento del Commissario è che «se non impieghiamo tutti i vaccini, il ritmo della campagna (che è arrivata a segnare oltre 500mila somministrazioni al giorno venerdì e sabato scorso) non raggiunge i risultati e gli effetti voluti nei tempi prefigurati». E se già un quarto della popolazione italiana ha ricevuto almeno la prima dose», ciò che interessa - aggiunge Curcio - «sono le percentuali di somministrazione, perciò tutto quello che abbiamo lo dobbiamo inoculare».

Un’occasione che gli strateghi del Piano non intendono sprecare, visto che nel Paese ci sono a disposizione al momento quattro milioni di vaccini da impiegare in questi giorni (di cui oltre 2 milioni di Astrazeneca, 250mila di Moderna, 160mila di Johnson & Johnson) fino al 6 maggio, quando è previsto un nuovo afflusso con 2,1 milioni di Pfizer.

Anche se il Regno Unito (arrivato a quota 50 milioni di "shot") resta uno dei Paesi modello, c'è anche chi in Europa va nel senso opposto come la Danimarca, che ha deciso di escludere le dosi di Johnson & Johnson dal programma. A fine maggio in Italia potrebbe invece partire la chiamata all’immunizzazione per tutte le altre classi di età indistintamente.

Restano sul tavolo una serie di «idee da valutare», di cui però non c'è ancora nulla di programmato in concreto: dal coinvolgimento di testimonial e influencer per sensibilizzare i giovani fino all’ipotesi di creare punti di somministrazione anche nei centri balneari. A tendere il braccio, forse a giugno, potrebbero essere presto anche i ragazzi più piccoli: l’agenzia europea del farmaco ha ufficialmente iniziato a valutare l’uso del vaccino di Pfizer-BioNTech per la fascia d’età tra i 12 ed i 15. 

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