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Covid-19

Catania, Cacopardo: «Se continua rifiuto ad AstraZeneca, ne usciremo con più fatica»

Di Giuseppe Bonaccorsi

Catania - Prof. Cacopardo, il commissario Liberti sostiene che negli ospedali la situazione non è allarmante...

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«La pressione sul sistema sanitario è sensibilmente calata, anche a livello regionale. Nel nostro reparto abbiamo registrato un dimezzamento dell’impatto di casi che necessitano di ricovero e si è ridotta contestualmente la gravità clinica. Registriamo ancora, comunque, casi seri e alcuni molto giovani. Abbiamo in reparto alcuni 30enni, un 20enne e addirittura un 15enne, ma affetto da Tbc».

La diminuzione della gravità clinica la attribuite a una discesa dell’età de pazienti?

«Si è ridotta per due motivi. Il primo è attribuibile alla riduzione significativa dell’età media che prima era oltre i 74 anni e invece adesso è di 58. E questo fa sì che abbiamo meno pazienti con comorbilità e quindi malati in genere sani che sviluppano sintomi più lievi o comunque controllabili. Il secondo dato è una impressione che ho quasi timore a suggerire, ma ci sono già studi virologici che ce lo dicono: sembra affermarsi dai dati di sequenziamento che il virus sta tendendo alla endemizzazione per ridurre la propria virulenza attraverso meccanismi di adattamento virologico. C’è qualche dato interessante che arriva dal gruppo del prof. Baldanti di Pavia che ha notato che il virus tenderebbe a mutare sempre in una stessa direzione. I virus inizialmente hanno mutazioni impazzite e il pericolo è che una di queste mutazioni tenda verso la virulenza. In questo momento, invece, il virus tende a mutare sempre nella stessa zona della sequenza genetica facendo delle mutazioni di adattamento».

Lei un mese fa ha presentato all’Aifa un trial clinico per tornare a utilizzare l’Ivermectina nel suo reparto. ha avuto una risposta?

«Su Ivermectina, purtroppo, va fatto un lungo discorso. E’ al momento sospesa dopo la decisione dell’Ema, recepita dall’Aifa, cui è conseguita una nota dell’assessorato regionale. Solo per Ivermectina è stato adottato un trattamento ufficiale di inibizione che non ha riguardato altri farmaci. Noi abbiamo presentato un trial clinico. Sono soddisfatto dello studio effettuato, ma ancora non abbiamo ricevuto alcuna risposta Fino a quando l’abbiamo utilizzata noi abbiamo avuto ottimi risultati su 43 pazienti e non abbiamo trasferito degenti in rianimazione. Dopo la sospensione abbiamo trasferito in intensiva 4 malati».

La situazione in India è disastrosa. La variante indiana si ritiene sia più virulenta e più aggressiva. Questa variante può comportare problemi anche in Europa dove è stata già isolata, soprattutto in Inghilterra?

«No. La variante indiana appartiene al periodo in cui le varianti avevano un andamento di tipo incontrollato. Si tratta però di una variante che risponde ai vaccini e non ha una virulenza molto alta. L’effetto virulento che si registra i in India lo vediamo per una serie di altre ragioni: la promiscuità che aumenta i contagi oltre alla scarsissisima assistenza sanitaria in alcune aree di quel Paese. Segnalo per inciso che nella regione del Goa indiano si stanno adottando protocolli con l’Ivermectina per trattare soprattutto a livello domiciliare».

Come vede la situazione pandemia Catania?

«Questa città mantiene le sue caratteristiche di anarchia e mancato rispetto delle regole. Inoltre è un’area in cui si registra una scarsa adesione vaccinale non ottimale con la tendenza soprattutto a rifiutare il vaccino Astrazeneca. Questo, in termini di risultati, significa che usciremo dalla pandemia con più fatica. Abbiamo, però, a nostro vantaggio il solito motivo di base: il clima. Viviamo più all’aria aperta, in un ambiente caldo. E questo, come al solito, farà da contraltare ad alcuni elementi sociali non corretti».

Forse da lunedì torneremo “gialli”. Lei ha sempre sostenuto che le fasce di colore sono errate. E’ sempre di questa opinione?

«Ne sono fermamente convinto per una serie di ragioni. Noi abbiamo un Rt mediamente più basso, sotto l’1. Abbiamo un impatto sul sistema sanitario più basso rispetto alle altre regioni, con incidenza del 17% sulle terapie intensive. Quindi Ribadisco che questa fascia arancione è un elemento discriminatorio».

Il governo ha fatto un bilancio. Ci sarebbero già oltre 25 milioni di italiani con anticorpi, tra cittadini immunizzati dal vaccino e chi invece è guarito dal Covid. Che livello di popolazione immunizzata dovremmo raggiungere per tornare davvero a vivere con meno paura?

«Credo che quando avremo raggiunto i 40 milioni di immunizzati complessivamente tra vaccinati e guariti dovremmo avere un effetto ostacolo alla circolazione del virus. E quindi questo si esaurirà».

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