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Covid-19

Covid, Sicilia tra “numeri ballerini” e disorientamento per i vaccini

Di Antonio Fiasconaro

PALERMO - La Sicilia deve ancora attendere. Da oggi un po’ più di due terzi di italiani - oltre 40milioni - si ritroveranno in “zona bianca”, ma  non ci sono i siciliani che, se tutto va bene, si spera, potranno abbandonare la “zona gialla” per varcare in quella “bianca” non prima del prossimo 21 giugno. Se tutto andrà bene. S’intende. Il destino dell’Isola infatti è legato alla incidenza della curva epidemiologica. A prescindere dal tasso, da lunedì 21 giugno sparisce il coprifuoco che vale per tutta Italia senza distinzione di colore.

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Intanto però bisogna fare i conti con i numeri delle ultime 24 ore che, come si evince dal report quotidiano diffuso dal ministero della Salute, pongono ancora una volta la Sicilia ai vertici nazionali - stavolta al secondo posto alle spalle della Lombardia (sabato l’Isola era “maglia nera”) per numero di nuovi contagi: 183 quelli su 6.797 tamponi processati tra molecolari e test rapidi con l’indice di positività che è salito al 2,7% (sabato era invece all'1,8%).

Qualche simpaticone sui social, alla notizia del numero ridotto di tamponi ha dichiarato. «L'ho sempre detto usiamo il metodo Sardegna: meno tamponi meno positivi. Così risolviamo tutti i mali estivi. poi ad ottobre facciamo i dati seri con tanti tanti tanti tamponi e quindi positivi così finiremo di nuovo in zona rossa».

E’ evidente che non si fanno i tracciamenti oppure se vengono fatti, solamente forse a campione. Ma questo dovrebbero dircelo gli esperti incaricati a compiere questo tipo di analisi.

Epicentro dei contagi oggi sembra essere la provincia di Palermo con 32 nuovi positivi, segue Ragusa con 31, Catania 30, Messina 21, Siracusa 19, Trapani 19, Caltanissetta 15, Enna 12 e Agrigento 4.

E’ chiaro che nei fine settimana calano di solito e vistosamente i tamponi e la riprova si è avuta alla Fiera di Palermo quando su 600 tamponi sono risultati positivi appena 4 soggetti.

Per quanto riguarda la pressione negli ospedali se, da un lato scende nelle aree mediche (Malattie Infettive, Medicine, Pneumologie), -16 ricoverati con sintomi nelle ultime 24 ore con un bilancio adesso di 310 ancora ricoverati, non succede lo stesso nelle terapie intensive dove il trend da sabato torna di nuovo a salire: ieri +4 ricoverati (sabato erano 5) con un bilancio adesso di 47 soggetti ospitati nelle “intensive” e altri 6 nuovi ingressi ieri nelle varie Rianimazioni dell’Isola.

In lieve aumento anche il numero dei decessi: secondo il report di ieri nelle ultime 24 ore sono stati notificati 5 nuovi morti (sabato erano stati 3). Ora il bilancio provvisorio dall’inizio della pandemia è salito a 5.905 vittime, mentre i guariti sono stati 154, contro i 426 di sabato.

E ieri sera il presidente della Regione, Nelo Musumeci con un’apposita ordinanza ha dichiarato “zona rossa” il comune di di Santa Caterina Villarmosa, in provincia di Caltanissetta, dove è avvenuto un considerevole aumento di positivi. Il lockdown scatterà domani fino al 24 giugno compreso.

Capitolo vaccini. Siciliani abbastanza disorientati. Dopo il caos su AstraZeneca, anche il vaccino della Johnson&Johnson viene vietato per tutti gli under 60 siciliani. La Regione ha deciso di anticipare le mosse del commissario nazionale Figliuolo e ha varato un provvedimento che estende al siero della J&J le nuove regole adottate per le fiale della casa farmaceutica anglo-svedese. Tutti gli under 60 già prenotati per ricevere il vaccino di AstraZeneca o J&J verranno automaticamente riprenotati per ricevere una fiala di Pfizer o Moderna. Non conta più che abbiano patologie o siano sani, tutti gli under 60 passano ai vaccini ritenuti più ̀ sicuri dal punto di vista degli effetti collaterali.

Lo stop al vaccino Az per la popolazione al di sotto dei sessant'anni e le raccomandazioni sull'uso dei vaccini mRna come seconda dose per chi ha ricevuto il primo siero a vettore virale, ha “imposto” alla Sicilia di riprogrammare gli “open day” riservandoli a chi ha più di 60 anni. A coloro che hanno un’età inferiore e hanno già ricevuto la prima dose AstraZeneca, secondo le disposizioni nazionali previgenti, sono state garantite fin da ieri le seconde dosi con Pfizer o Moderna.

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