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Palermo, spari contro un benzinaio E ora spunta la pista della mafia

L’uomo è morto al Civico dopo essere stato ferito all’addome. Il fratello del proprietario del distributore fu ucciso in un agguato mafioso

Redazione La Sicilia

20 Giugno 2015, 08:06

Palermo, spari contro un benzinaio E ora spunta la pista della mafia

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PALERMO - Un benzinaio, Nicola Lombardo, 44 anni, che lavorava al distributore di piazza Lolli a Palermo, è morto dopo essere stato colpito da colpi di pistola all’addome. Il killer ha sparato più volte poi è fuggito a bordo di una Fiat Punto. Alcuni residenti, ascoltati dagli investigatori, hanno riferito di essersi affacciati alle finestre dopo avere sentito il colpo di pistola ma di non avere visto nulla. A sparare, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato un uomo di circa 60 anni. Le due persone a bordo della Fiat Punto sarebbero poi fuggite verso il quartiere Noce.

 

Il distributore si trova in piazza Lolli, zona centrale della città, e non è sicuramente tra gli impianti che incassano di più e quindi più appetibili dai rapinatori. Intanto, emerge che i due a bordo della Punto prima avrebbero fatto il pieno nell’auto e poi uno dei due ha sparato al benzinaio. Il distributore di benzina è di proprietà di Salvatore Nangano, fratello di Francesco, legato ad ambienti mafiosi, ammazzato nel febbraio nel 2013 da due killer, in via Messina Marine. Chi ha sparato al benzinaio ha usato una 7.65 semiautomatica.

 

La caccia ai due uomini che hanno ucciso il benzinaio continua senza sosta, ma più passano le ore, più l'iniziale ipotesi di rapina perde consistenza per gli investigatori della squadra mobile. L'omicidio è avvenuto alla Esso in piazza Lolli, dove il benzinaio - sposato, due figli di 4 e 10 anni - lavorava da poco. Le indagini scavano nella vita di Lombardo, morto in ospedale a 7 ore dal  ferimento e dopo un delicato intervento chirurgico.

 

Gli investigatori sarebbero risaliti alla targa della Fiat Punto utilizzata per l'agguato. Sarebbe stata rimasta impressa nelle telecamere di alcuni negozi lungo via Dante. In queste ore si sta cercando di dare un nome all'uomo di 60 anni, con il pizzetto, che con la pistola 7,65 ha fato fuoco. Sull'auto c'era un'altra persona. Gli agenti della scientifica hanno recuperato le immagini del sistema di videosorveglianza del distributore e  quelle di altri negozi della zona. Un testimone è stato portato in questura e sentito fino a notte fonda.

 

Nel marzo dello scorso anno, proprio a piazza Lolli, a pochi passi dall' impianto di Nangano, vennero fermati Fabio Pispicia, fratello di Salvatore, pezzo da novanta del mandamento Porta Nuova, e Sergio Giacalone. Secondo l'accusa avevano una 7.65 e una calibro 38 special con il colpo in canna ed erano appena scesi da una macchina e avevano dei passamontagna. La calibro 38 secondo le indagini della scientifica avrebbe ucciso il 12 marzo 2014 Giuseppe Di Giacomo, boss di Porta Nuova.