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Cronaca

Gela, Eni taglia 150 posti di lavoro I sindacati: «Patti non rispettati»

L'Eni ha infatti comunicato, col parere contrario dei sindacati, che dal primo gennaio modificherà il proprio assetto organizzativo, portando gli organici dagli attuali 550 dipendenti ai 400
Di Redazione

GELA - L'anno nuovo al petrolchimico di Gela inizierà con il taglio di 150 posti di lavoro. L'Eni ha infatti comunicato, col parere contrario dei sindacati, che dal primo gennaio modificherà il proprio assetto organizzativo, portando gli organici dagli attuali 550 dipendenti ai 400 stabiliti con il protocollo d'intesa del 6 novembre 2014, in funzione della concordata riconversione dell'attività di raffinazione petrolifera attraverso la nascita di una “green refinery” per la produzione di bio-carburanti.   Le segreterie di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil accusano l'azienda di non rispettare i percorsi concordati e di adottare «decisioni unilaterali» che mettono in discussione il «processo di cambiamento» e fanno sorgere «innumerevoli difficoltà, sia in termini di operatività che in termini di gestione delle risorse». I sindacati fanno osservare che L'Eni, mentre da un lato accelera la riduzione dei posti di lavoro (da 1.150 a 400) anche con progetti riorganizzativi non condivisibili, dall'altro tarda ad avviare la bonifica delle aree dismesse e la costruzione dei nuovi impianti.   Gli organismi sindacali hanno perciò convocato per martedì, 29 dicembre, una riunione straordinaria e urgente del consiglio delle Rsu delle aziende Eni operanti nel territorio per decidere le opportune azioni di sciopero, anche alla luce delle difficoltà di ricollocare altrove, in tempi brevi, i 150 esuberi, ed evitare l'eventuale ricorso alla cassa integrazione.

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