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Messina, in manette per bancarotta l'editore di “100nove press”

Vincenzo Basso, 56 anni, e altre tre persone accusate di avere falsificato i bilanci per ottenere finanziamenti non spettanti

Messina, in manette per bancarotta editore di “109press”

MESSINA - I finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per Vincenzo Basso, 56 anni, giornalista ed editore di "109press" e l’obbligo di presentazione alla P.G. per altre tre persone, accusate di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e frode fiscale.

Il gip ha, inoltre, disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente dei conti correnti, dei beni aziendali, delle quote di capitale e delle azioni intestate all’ultima delle società creata dagli indagati. Le indagini - dice la Gdf - hanno permesso di accertare che gli indagati, tutti soci, amministratori e dipendenti di 8 società operanti nel settore dell’editoria e create nell’ultimo decennio, si sono resi autori di ripetute irregolarità nella redazione dei bilanci al fine di occultarne lo stato di crisi, simulando, in tal modo, una solidità patrimoniale inesistente che gli consentiva di beneficiare di ulteriori finanziamenti che poi non venivano saldati.

Secondo gli inquirenti «il collaudato modus operandi, elaborato e gestito da Basso, consisteva nel creare società ad hoc, che venivano gravate di oneri connessi alla titolarità di importanti testate giornalistiche edite nella provincia di Messina, indebitate con l’erario e con gli istituti previdenziali e successivamente messe in liquidazione con il contestuale spostamento della gestione della testata ad altre imprese».

Gli indagati - dice l’accusa - ricorrevano a società cooperative per garantirsi il godimento di rilevanti agevolazioni fiscali previste per questa forma societaria». 

Enzo Basso, 56 anni, è caposervizio del «Giornale di Sicilia» in aspettativa da molti anni ed editore e redattore di «Centonove», la storica testata settimanale regionale che da anni esce nelle edicole di tutta la Sicilia e che da qualche anno è anche on line. Insieme a Basso agli arresti domiciliari nell’indagine sono finiti con obbligo di firma Francesco Pinizzotto, Giuseppe Garufi e Andrea Ceccio.

Basso è noto a Messina per le sue battaglie antimafia e anti sistema e sono numerose le inchieste del suo giornale contro la mala politica e gli sprechi. Per qualche anno con una sua società ha gestito anche la rassegna stampa dell’Assemblea regionale siciliana. 

Dal canto suo, la direzione del «Giornale di Sicilia» ha diffuso una nota per sottolineare che «Vincenzo Basso, caposervizio del Giornale di Sicilia, è tuttora collocato su sua stessa richiesta in aspettativa continuativa da oltre 12 anni. Pertanto nulla della vicenda giudiziaria che lo riguarda può essere ricondotta sotto qualsiasi profilo al suo ruolo all’interno di questo giornale, da cui manca interrottamente dal 2005, senza alcuna soluzione di continuità». 

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