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Cronaca

Cancelleri, la mancata first lady: «Magari ci sposerà Di Maio da premier»

Di Mario Barresi

CALTANISSETTA - «Ma forse è meglio così».

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Ma come, Elena Catanzaro, da compagna di Cancelleri non ci dirà che non la stuzzicava l’idea di diventare la “first lady” di Sicilia?

«Sono delusa, sconfortata, arrabbiata. Quanto e forse più di Giancarlo. Ma in me s’incrocia un altro stato d’animo. Quasi un senso di sollievo. Le confesso che avevo un po’ paura del risultato».

Paura che il suo uomo diventasse presidente della Regione?

«Sì, proprio così. Avrebbe avuto delle responsabilità enormi. Da cittadina siciliana sarei stata certa di avere il miglior presidente, ma da compagna dico che con la sconfitta la nostra vita, forse, sarà un po’ più serena».

Allora Musumeci aveva una silenziosa alleata nel fronte avversario...

«Macché, neanche per scherzo. Siamo tutti delusi, Giancarlo meritava di vincere. E la Sicilia meritava Giancarlo. Ci abbiamo messo tutta la vita dentro questa candidatura, abbiamo investito tutto. Siamo stati a lungo separati, io ho continuato a lavorare. Ma per l’ultima settimana di campagna elettorale mi ha voluto accanto a lui. È stato importante, per lui e per me».

Alti e bassi. Qual è stato il momento più bello? E quale quello da dimenticare?

«Il ricordo più bello è il nostro arrivo a Rimini, per “Italia 5stelle”. Il bagno di folla, l’entusiasmo e l’affetto di tutti gli attivisti, siciliani e non: ho capito che Giancarlo era entrato nel cuore della gente. La cosa più brutta è stata l’ultima settimana. Vivendo da vicino la campagna elettorale ho visto gli attacchi schifosi e i colpi bassi nei confronti del movimento, degli assessori, di Giancarlo. Il peggio del peggio della politica».

Però ha ricevuto più dichiarazioni d’amore di quanti ne contiene una scatola cioccolatini: il palco di Palermo, le parole dall’Annunziata, il bacio pubblico in questa conferenza stampa...

«Me l’hanno detto in molti. Sono fiera di stare con un uomo che non si vergogna di manifestare il suo amore. Lui è orgoglioso di me. E io di lui».

Non sembrava imbarazzata nelle foto sulle riviste. Davvero: nessun pensierino da first lady?

«Certo ci sarebbe stata la soddisfazione. E anche una piccola parte di vanità femminile. Ma non so se sarei stata adatta a quel ruolo. Io ho il mio lavoro, una mia dimensione. Avrei vissuto i riflettori a modo mio, cercando di conciliare condivisione e indipendenza».

E sarebbe andata a vivere nella tentacolare Palermo?

«No, probabilmente. Me l’hanno chiesto in molti, in queste settimane. Il nostro equilibrio, il segreto della nostra coppia sta anche nella giusta divisione degli spazi».

Gelosa di Di Maio che in pratica da mesi convive con il suo compagno?

«Ormai, dico io, sono una coppia di fatto. Eh sì, un po’ gelosa di tutto il tempo che hanno passato assieme lo sono... No, scherzo naturalmente. Luigi per Giancarlo è un fratello. E anch’io gli voglio un bene dell’anima. Magari sarà lui a celebrare le nostre nozze, da presidente del Consiglio...».

E ora? Programmi di coppia?

«Staccare la spina per un paio di giorni. Abbiamo sacrificato tutta la nostra vita negli ultimi nove mesi. Compreso il sogno-regalo per il mio quarantesimo compleanno: un viaggio, io e Giancarlo da soli, a New York. Adesso lo faremo. Penso che ce lo siamo meritati. O no?».

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