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Una busta con un proiettile inviata nella casa romana di Renato Schifani

Cronaca

Lo spionaggio di Montante: convolti anche Schifani e vertici dei servizi segreti

Di Redazione

CALTANISSETTA - Nell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante vi sarebbe anche 22 indagati, non raggiunti da alcuni provvedimento, accusati di aver fatto parte della catena delle fughe di notizie. Tra di loro l’ex presidente del Senato Renato Schifani; l’ex generale Arturo Esposito, ex direttore del servizio segreto civile (Aisi); Andrea Cavacece, capo reparto dell’Aisi; Andrea Grassi, ex dirigente della prima divisione del Servizio centrale operativo della polizia. 

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Secondo quanro ricostruito dalla Procura di Caltanissetta, Renato Schifani avrebbe rivelato notizie coperte da segreto - apprese dall’ex direttore dell’Aisi Esposito che a sua volta le aveva avute da altri appartenenti alle forze di polizia - relative all’inchiesta che ha portato all’arresto di dell’ex presidente di Sicindustria Montante. E' questa l’accusa contestata all’ex presidente del Senato,  indagato per rivelazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento. In particolare, avrebbe riferito al docente universitario Angelo  Cuva (indagato) che il colonnello Giuseppe D’Agata era indagato
nel procedimento. 

«Io indagato? Cado dalle nuvole... Non ne so niente», ha detto Schifani interpellato dai cronisti sulle notizie provenienti da Caltanissetta. «Mi riservo, piuttosto - ha aggiunto Schifani - di denunciare per millantato credito chi per ipotesi mi ha coinvolto e fin d’ora sono a disposizione dell’Autorità giudiziaria per comprendere meglio la vicenda ed avviare tutte le iniziative opportune, al fine di tutelarmi da un’accusa palesemente infondata. Rivendico, infine, che non ho mai avuto alcuna amicizia o frequentazione con il signor Montante, a dimostrazione dell’assoluto disinteresse nei confronti di quest’ultimo».

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