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«Paga i miei debiti tagliando i pasti per i bambini bisognosi», interdizione per un assessore di Nicosia

La misura cautelare per Ivan Bonomo che ha chiesto alla ditta della refezione scolastica di saldare un conto con un commerciante al posto suo. E i soldi si dovevano trovare tagliando i servizi per i meno abbienti

«Paga i miei debiti tagliando i pasti per i bambini bisognosi», interdizione per un assessore di Nicosia

Nel riquadro l'assessore Ivan Bonomo

Avrebbe preteso dal titolare della ditta che si era aggiudicata il servizio di refezione scolastica il pagamento di debiti personali. Adesso per l’assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Nicosia, Ivan Bonomo, indagato per concussione per induzione, è scattata l’interdizione per sei mesi dai pubblici uffici.

Le indagini dei carabinieri coordinati dalla Procura di Enna, iniziate nel dicembre 2017 e andate avanti fino a marzo di quest’anno, avrebbero svelato le "pressioni" psicologiche dell’assessore sull'imprenditore.

Secondo l’accusa Bonomo, nella qualità di assessore comunale, "abusando della sua qualità e dei suoi poteri, con più azioni, poneva in essere una serie di comportamenti diretti a indurre il titolare della ditta aggiudicataria dell’appalto del servizio di refezione scolastica, anno 2016/2017, del Comune di Nicosia, a consegnare indebitamente una somma di denaro a un commerciante locale, al fine di saldare un debito che lo stesso assessore aveva contratto personalmente con quest’ultimo".

L’imprenditore, in base a quanto "consigliato" dall’assessore, avrebbe dovuto recuperare la somma di denaro, escludendo dalla fornitura del servizio i pasti per le famiglie bisognose. Il contratto di fornitura, infatti, prevedeva la possibilità, da parte del Comune, di richiedere fino a un massimo di 30 pasti mensili da destinare ai bisognosi. Pasti, questi ultimi, che, su esplicita richiesta dell’assessore, non dovevano essere forniti nonostante ve ne fosse bisogno.

Il titolare della ditta di ristorazione si è opposto alla richiesta dell’assessore, che, spiegano gli investigatori, ha iniziato a esercitare "una pressione psicologica, facendo sorgere nell’imprenditore il timore di subire conseguenze penali per taluni disservizi , fino all’ipotesi di perdere l’aggiudicazione del medesimo servizio per l’anno successivo".

Davanti al netto rifiuto della sua vittima l’assessore avrebbe cercato di escluderlo dalla nuova gara d’appalto, ordinandogli, contrariamente a quanto previsto, di somministrare nell’arco di un solo mese circa 150 pasti in più da destinare ai meno abbienti, anziché 30. "Pasti che non venivano mai destinati ai bisognosi, ma distribuiti dall’assessore ad amici e conoscenti" dicono i carabinieri.

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