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Amministrative a Catania, Pogliese apre la sua campagna: «Bianco è il passato»

Il candidato sindaco del centrodestra attacca il primo cittadino uscente «distante dai cittadini ridotti al rango di sudditi». E poi: «Un errore madornale l'abbattimento del ponte Gioeni»

Amministrative a Catania, Pogliese apre la sua campagna: «Bianco è il passato»

CATANIA - Inno di Mameli: si alza il sipario. Ha cominciato così ieri la sua campagna elettorale che lo vedrà contrapposto soprattutto al suo acerrimo rivale: il sindaco Enzo Bianco. L’europarlamentare Salvo Pogliese ha voluto cominciare la sua avventura con una sala gremita alle Ciminiere. E con un parterre di alto prestigio: il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani e il presidente della Regione, Nello Musumeci. ma anche con mezza Giunta regionale, vicepresidente Armao, gli assessori Razza, Lagalla e Falcone. E con moltissimi altri esponenti di centrodestra. Nelle prime file anche il prof. Paolo La Greca, il coordinatore del suo programma e chissà se un domani anche suo assessore all’Urbanistica. E sarebbe una scelta azzeccata.

L’europarlamentare non ha avuto mezzi termini per attaccare il suo rivale: « Bianco è stato sindaco di questa città per la prima volta nel 1988. Al governo c’era Goria e anche il muro di Berlino....Stiamo parlando di un’era fa. Ora credo che dopo trent’anni da allora ci sia l’assoluta necessità di cambiare pagina e io posso farlo grazie a una esperienza acquisita sul campo». Poi ha proseguito: L’amministrazione Bianco era solo funzionale alla costruzione della personalità del sindaco. Quella di chi si è visto più come un “Faraone”, distante dai cittadini ridotti al rango di sudditi. Un sindaco distante dalla città, dai suoi quartieri, dalle loro problematiche e dalla gente. Qualcuno, in questi ultimi anni si è soprattutto limitato a inaugurare semafori e panchine con fascia tricolore. Ora – ha puntualizzato – per fortuna tutto questo sta per finire». Quindi si è soffermato sul programma.

Pogliese ha parlato della necessità di mettere in primis ordine ai conti del comune «facendo una fotografia nitida e soprattutto individuando le responsabilità». Poi ha parlato del Prg «che questa città aspetta dal 1969». ha parlato anche di rigenerazione urbana di S. Berillo e di riqualificazione di Corso Sicilia. Si è soffermato sul nodo rifiuti che «bisogna migliorare partendo dalla differenziata, oggi la più bassa in Sicilia». E ancora ha parlato di decoro urbano, di Amt e Brt e di sicurezza. E a proposito di mobilità ha avuto parole di «fuoco» per l’abbattimento del ponte Gioeni: «Questa amministrazione ha commesso un errore madornale che ha determinato la paralisi del traffico. Al posto del ponte ora il sindaco si è costruito pure il mausoleo, una fontana che è costata un milione di euro che qui a breve verrà inaugurata. Un “monumento funebre” alla più irresponsabile scelta amministrativa. E Anche qui abbiamo assistito a un sindaco “pinocchio” che ha raccontato una storia che non esiste, smentita anche dal prof. Antonio Badalà (responsabile del dipartimento Urbanistica dell’Università)».

Prima di Pogliese ha preso la parola il presidente Tajani che ha tessuto gli elogi del Pogliese europarlamentare e poi ha aggiunto: «Questa città con Pogliese avrà un sindaco credibile che farà di tutto per trovare una dimensione diversa, più moderna e competitiva a una della città più grandi d’Italia. Avrà a Bruxelles, come il presidente della Regione, un punto di riferimento, a comincare dal sottoscritto».

Il presidente Musumeci si è invece limitato a una dichiarazione: «Il centrodestra è unito e ci sono tutte le condizioni per fare risultato».

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