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Librino, per completare il S. Marco c'è l'«aiutino» del Comune di Roma

Continua il travagliato iter per l’apertura del nuovo nosocomio di Librino. Ma la transazione tra Campidoglio e Tecnis potrebbe sbloccare tutto

E per completare il San Marco arriva l’“aiutino” del Comune di Roma

Sembra che per i lavori del costruendo ospedale S. Marco si debba ringraziare anche il Comune di Roma. Per capirci di più in questa lunga e travagliata vicenda, che è una «nebulosa», si deve fare un passo indietro di diversi mesi. Allora alla direzione del Policlinico la Tecnis, azienda che sta ultimando i lavori, avrebbe comunicato che occorrevano altri due milioni di fondi per completare l’opera, aggiungendo che al momento nelle casse questi fondi lei non li aveva.

La notizia avrebbe destato forti preoccupazioni nello staff del Policlinico che attraverso vari passaggi riuscì ad ottenere l’intervento diretto del Ministero dello Sviluppo economico sulla annosa vicenda dell’ospedale. Bisognava intervenire per evitare che uno dei più grandi e moderni ospedali del sud rimanesse incompleto. L’incontro tra le parti per trovare una soluzione si è tenuto al Mise poco più di un mese fa e allora tra Azienda policlinico e commissario della Tecnis sarebbe stato raggiunto un accordo di massima per superare gli ostacoli, in primis quello finanziario. 60 giorni di tempo concessi all’azienda per effettuare i collaudi e consegnare il primo lotto, quello in cui si dovrebbe trasferire in blocco il dipartimento materno infantile del S. Bambino. Ora, però i 60 giorni si starebbero assottigliando , ma del S. Marco nessuno, al momento, sembra saperne più nulla.

Allora perché il Comune di Roma è direttamente collegato alla vicenda San Marco? Perché proprio nei giorni della riunione al Mise sarebbe emerso che proprio la Tecnis avrebbe firmato con il Comune capitolino una transazione finanziaria in merito a un debito non ancora corrisposto alla azienda catanese dall’amministrazione romana. C’è chi dice una transazione che oscillerebbe tra i sette e i nove milioni. Al Mise si sarebbe fatto presente questo passaggio, invitando l’azienda a provvedere allo stanziamento dei fondi mancanti per ultimare l’opera di Librino.

In questo contesto c’è però da fare i conti con una sorta di «vacatio» nella gestione dei vari passaggi del S. Marco. Con la decadenza dell’ex direttore generale del Policlinico, Paolo Cantaro - che per molti mesi aveva aperto un braccio di ferro col commissario Tecnis Ruperto - la questione sembra essersi rallentata per una sorta di processo naturale di assestamento. Non per colpa di alcuno, ma per permettere alla nuova direzione del Policlinico di prendere contezza dei vari passaggi effettuati. Un altro elemento di rallentamento dell’iter è dovuto alle indiscrezioni sulla possibile nomina a commissario straordinario del San Marco dello stesso Cantaro. Sembra che la nomina sia all’esame del governo Musumeci, ma finora senza esito. Bisognerà capire con quale ruolo dovrebbe nascere questo nuovo commissariamento per evitare sovrapposizioni.

Intanto in questo contesto il tempo passa e il rischio di avvitamento di tutto l’iter resta possibile. Il 4 maggio scorso i collaudatori avevano effettuato un sopralluogo che si era concluso con buone prospettive. Da allora, però, il silenzio mentre sembra calato e anche le maestranze impegnate nel cantiere sarebbero diminuite rispetto a un mese fa. In questo contesto si racconta in ambienti del Policlinico che l’ultima lettera spedita dall’azienda sanitaria al direttore dei lavori, per essere messi a conoscenza dello stato del cantiere, sarebbe rimasta senza risposta. Intanto il tempo corre e a fine anno scadono i termini per non perdere il finanziamernto dell’opera da parte della Ue, senza dimenticare che l’opera sanitaria è di fondamentale importanza per l’assetto dell’assistenza in città, ma anche per il quartiere di Librino. E senza dimenticare che tutto l’iter per l’ apertura del S. Marco è sempre stato messo in correlazione con l’apertura del nuovo pronto soccorso del Policlinico, reparto all’avanguardia già pronto di tutto punto da oltre due mesi, ma mai aperto. Col San Marco che procede a rilento anche il Pronto soccorso del Policlinico potrebbe subire un ulteriore stop, lasciando ancora operativo un pronto soccorso, quello del Vittorio Emanuele che in previsione della grande rivoluzione che stenta a partire, al momento non avrebbe più neanche il certificato antincendio.

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