home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

"Inchiesta Montante", il sospetto dei pm: nomi eccellenti e misteri nelle pen drive che ha fatto a pezzi

Gli inquirenti sospettano che l’imprenditore arrestato abbia distrutto le prove di rapporti con “i più alti livelli”

Nomi eccellenti nelle pen drive fatte a pezzi da Montante

Le pen drive distrutte

Caltanissetta. Potrebbe provocare nuovi clamorosi sviluppi il sequestro del materiale elettronico all’ex presidente degli industriali siciliani Antonello Montante da parte dei poliziotti della Squadra Mobile. È quanto si può ipotizzare anche tenendo conto del “silenzio” che gli inquirenti si sono imposti sul caso e considerato quanto era stato ritrovato nell’archivio segreto di Montante nel gennaio 2016.

I pm nisseni continuano a scavare in quello che Montante, 55 anni, aveva invece definito la “stanza della legalità”. L’imprenditore da due giorni si trova in carcere per i ripetuti tentativi di inquinare prove, almeno secondo gli inquirenti.

Nelle pen drive e cd rom recuperati potrebbero esserci misteri, nomi, contatti ai più alti livelli; l’inchiesta si allarga e gli sviluppi sembrano poter essere ancora maggiori di quanto è venuto a galla dopo il blitz “Double face”. E gli interrogativi. Con chi ha comunicato Antonello Montante negli ultimi dieci giorni? Questo è ciò che potrebbe avere fatto grazie all’iPad del quale era in possesso e che gli è probabilmente stato consegnato dopo il suo arresto e del quale non c’è ancora traccia. Misteri su misteri. Domande su domande.

E poi le persone fatte entrare in casa senza autorizzazioni nonostante Montante fosse ai domiciliari. I primi contatti irregolari che Montante avrebbe avuto dal giorno dell’arresto a oggi, visto che nella sua villa di contrada Altarello - indicata come residenza per gli arresti domiciliari – aveva fatto entrare un metronotte con una Golf bianca e il proprio giardiniere a bordo di un Fiat Ducato, al bordo del quale è stata trovata la scatola del dispositivo elettronico Apple, all’interno di un sacco di spazzatura che il giardiniere di casa Montante aveva caricato sul proprio furgone per gettarlo.

Ma i poliziotti della Squadra Mobile, che non hanno allentato la presa visto quanto successo a Milano nelle fasi dell’arresto dell’ex presidente di Sicindustria, hanno fermato il giardiniere e scoperto la scatola, che aveva impresso il codice Imei (l’identificativo diverso per ogni singolo dispositivo) e che è risultato riconducibile al Montante stesso.

Che sia stato usato per mandare qualche messaggio all’esterno grazie ai servizi di messaggistica (come whatsapp, messenger e via dicendo) e poi magari fatto sparire? Un’ipotesi alla quale i pm stanno lavorando, ma che viene fuori dalle pagine del provvedimento di aggravamento della misura cautelare.

Da parte sua il giardiniere, già interrogato dai poliziotti della Mobile, ha affermato che il sacco di spazzatura gli è stato fatto trovare già pronto e chiuso nel vano dove si trova il gruppo elettrogeno.

Nel provvedimento di aggravamento della misura la gip Maria Carmela Giannazzo ripercorre anche le fasi dell’arresto dello scorso 14 maggio, quando i poliziotti si erano presentati nella casa che Montante utilizzava a Milano – dove si era recato, a suo dire, per lavoro – e lui per due ore non aveva aperto la porta agli agenti che bussavano. Durante l’interrogatorio si era giustificato dicendo che pensava si trattasse di malviventi che volevano ucciderlo. Ma quello che non quadra è che aveva gettato dal balcone i sacchetti contenenti pen drive e dischetti, che per gli investigatori avevano all’interno dati utili per l’indagine, probabilmente ottenuti grazie agli accessi abusivi ai sistemi informatici delle forze dell’ordine da parte di indagati ritenuti collegati a lui.

Montante aveva anche riferito che tutto quel materiale informatico era stato collocato all’esterno – in un pozzo luce senza alcuna protezione da agenti atmosferici e dal sole – perché in casa non aveva spazio dove tenerlo. Adesso, su quel materiale, stanno lavorando gli investigatori che sperano di recuperare almeno una parte dei dati contenuti, riguardanti anche le attività delle aziende e altri affari di Montante. In ogni caso, molti dei supporti, compresi anche vecchi floppy disk, si sono distrutti.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

VivereGiovani.it

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa