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Gela, inchiesta sui rifiuti, indagati il sindaco Messinese e l'assessore Siciliano

La Guardia di Finanza ha notificato gli avvisi di garanzia ai due amministratori accusati di abuso d'ufficio per per avere sospeso i servizi aggiuntivi che permettevano, tra le altre prestazioni, di eliminare i rifiuti abbandonati per le strade dai cittadini. Coinvolti anche dirigenti del Comune e un funzionario della Tekra

La Guardia di Finanza notifica al sindaco l’avviso di conclusioni delle indagini sulle ultime vicende che hanno riguardato la raccolta dei rifiuti e la creazione di cumuli, i carabinieri sono andati negli uffici del vice sindaco Simone Siciliano, la polizia dal segretario generale. E per ultima in municipio è arrivata anche la Capitaneria di porto a notificare un atto sulla custodia del pontile sbarcatoio.

È successo ieri mattina ma è storia di tutti i giorni da qualche tempo a questa parte al palazzo di città.  La parte del leone in fatto di attenzione degli organi inquirenti la fanno i rifiuti. Ieri la notifica della conclusione delle indagini a carico del sindaco Domenico Messinese, del suo vice ed assessore all’ambiente Simone Siciliano, della dirigente del settore Annona Patrizia Zanone e dell’amministratore della Tekra Alessio Balistreri.

Sono accusati, in concorso, di abuso d’ufficio. In particolare l’accusa verso gli amministratori è quella di non aver considerato da diffida inviata dalla Tekra a marzo per ottenere il pagamento dei servizi aggiuntivi e di aver deciso l’interruzione del servizio a partire dal primo aprile scorso causando quindi gravi problemi igienici alla città.

Anche per Balistreri c’è l’accusa di interruzione di pubblico servizio.

Sereno il sindaco dopo la notifica dell’atto. Messinese se l’è presa più per il fatto che come suo avvocato d’ufficio è stato nominato un ex assessore della giunta Fasulo che per la sua difesa che dovrà approntare quando si arriverà all’udienza preliminare.

«Ho la coscienza a posto – dice – i servizi aggiuntivi li abbiamo dovuti interrompere perché la Corte dei Conti ha scritto che dovevamo attenerci al costo dei rifiuti del Pef 2014 e il consiglio comunale ha detto la stessa cosa a fine marzo in quando non è stato approvato l’ultimo Pef. Nel frattempo la situazione è cambiata. Abbiamo scoperto che c’era un errore sui costi dei rifiuti del 2014 e, prima di ricevere questo atto giudiziario, il 1 giugno ho emesso un’ordinanza in cui sono previsti tutti i servizi per l’igiene della città. Spero che si arrivi ad un chiarimento: o i servizi aggiuntivi vanno fatti o no. Non può essere che la magistratura contabile mi impone l’alt e poi devo difendermi in Tribunale perché ho sospeso i servizi aggiuntivi».

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