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Scoglitti, piromani danno fuoco al canneto, terrore al Club Med

Si contano i danni dopo il rogo che ieri ha lambito la struttura turistica e persino il museo di Kamarina

Scoglitti, piromani danno fuoco al canneto, terrore al Club Med

Un pomeriggio di terrore, ma nella tarda serata, quando la furia del levante misto a scirocco si è placata, nel bollettino stampa inviato dal responsabile dei rapporti con i media Giorgio Di Martino dei Vigili del fuoco si elencano parecchi danni al Club Med e al polmone verde della zona. Per fortuna nessun danno a persone.

Il fuoco è partito da punti diversi, qualcuno dice a macchia di leopardo vicino a canneti, il che significa che probabilmente c’è uno o più piromani che agiscono con l’intenzione di distruggere tutto per chissà quali fini. E’ bastata una fiamma accanto a un filo d’erba secca. Il resto lo fa il vento che ieri viaggiava intorno ai 40 chilometri orari.

Le fiamme hanno divorato ettari di canneto, specie protetta dagli ambientalisti ma non curata a dovere in previsione di questi incendi. Che guarda caso scoppiano sempre tra giugno e luglio, nei giorni di canicola e forte vento: era il primo di luglio dell’anno scorso quando è andata in fumo la pineta di Chiaramonte Gulfi.

I 3 focolai scoppiati a mezzogiorno hanno messo in ginocchio 3 zone nevralgiche e per il turismo ibleo: Marispica, contrada Pisciotto vicino Sampieri, e il canneto della foce del fiume Ippari, a ridosso del villaggio turistico Club Med; un po’ più in alto c’è Kastalia e più a destra andando verso Scoglitti, il museo di Kamarina. A Marispica due vigili del fuoco, intossicati dal fumo mentre tentavano di spegnere le fiamme, sono finiti in ospedale a scopo precauzionale.

Nell’ipparino grande paura per il mega villaggio Club Med, anche perché ieri quando il fumo nero e le fiamme alte hanno minacciato il villaggio, circa 700 turisti stavano cominciando a pranzare. E’ scattato l’ordine dell’evacuazione e i turisti sono stati dirottati sulla spiaggia, ritenuto il posto più sicuro in quel momento. Pericolo serio e concreto, perché le fiamme dopo avere divorato il canneto esterno sono entrate fino alla mensa e agli uffici del personale e dell’economato. Una Fiat Panda vecchio modello è stata distrutta dal fuoco e persino attrezzature utilizzate dal personale del Club per tosare l’erba e curare la struttura, sono state bruciate. E’ prematuro fare bilanci, ma secondo una prima stima il fuoco avrebbe provocato danni per decine di migliaia di euro.

Paura anche per l’altro gioiello archeologico di pertinenza della Sovrintendenza ai beni culturali, il museo di Kamarina dove esiste un progetto in corso già predisposto dalla Sovrintendenza per ristrutturare il parco e i percorsi interni in modo tale dare renderlo ancora più fruibile ai visitatori. Anche lì le fiamme sono arrivate vicinissime a minacciare il sito archeologico e tutti i tesori di epoca greca e romana che vi sono custoditi. Il sovrintendente in persona, Calogero Rizzuto, nel pomeriggio s’è recato al museo. “Per fortuna oltre alla paura nessun danno- spiega l’architetto Rizzuto- alle 19,00 il 99% della zona demaniale era fuori pericolo, messo in salvo dal prezioso lavoro dei Vigili del fuoco e dai Canadair”.

La strada provinciale Scoglitti-Santa Croce è stata interrotta per tutto il pomeriggio. Pattuglie della Polizia stradale hanno bloccato il traffico all’altezza di contrada Salina facendo deviare le macchine dirette a Santa Croce, a Kastalia e lungo la costa marittima. Nella tarda serata, man mano che scemava la furia del vento, le squadre dei Vigili del fuoco da terra, gli elicotteri e i Canadair riuscivano a circoscrivere i focolai mettendo in sicurezza tutta la zona. Per quanto riguarda i turisti del Club, prima sono stati condotti a Kastalia e poi fatti rientrare in serata all’interno de villaggio, non ancora agibile al 100% ma che nelle prossime ore potrebbe essere interamente ripristinato.

Per contrastare il fuoco e la velocità del vento, il Comando provinciale dei Vigili del fuoco ha impegnato 3 squadre, in tutto 15 persone. Dall’alto Canadair e un elicottero “Drago 67” hanno scaricato acqua prelevata dal mare e anche personale della Protezione civile ha dato notevole contributo.

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