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L'estate si fa aspettare, nubifragi e strade e ferrovie allagate

Allerta gialla della Protezione civile fino alla mezzanotte di giovedì 21 giugno. Bomba d'acqua a Canicattì con quartieri isolati e automobili sommerse dall'acqua. Legambiente: dal 2010 a oggi 45 mila sfollati per il maltempo

L'estate si fa aspettare, nubifragi e strade e ferrovie allagate

CANICATTI' - Siamo ormai entrati in estate, ma solo per il calendario. Perché la giornata di oggi in alcune zone della Sicilia, e soprattutto tra l’Agrigentino e il Nisseno, è stata davvero difficile con vere e proprie bombe d’acqua che, soprattutto a Canicattì, hanno provocato danni e allagamenti e che solo per miracolo non ha avuto conseguenze più gravi.

La Protezione civile regionale ha diramato comunque un avviso per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico in Sicilia che è valido fino alla mezzanotte di giovedì 21 giugno. Una allerta gialla perché – dice il bollettino - si prevedono precipitazioni "da isolate a sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su settori settentrionali dell’Isola, con quantitativi puntualmente moderati-isolate anche a carattere di rovescio o temporale, sui settori centrali della Sicilia, con quantitativi cumulati generalmente deboli".

Oggi un nubifragio ha messo in ginocchio Canicattì con strade allagate e quartieri isolati. Le zone più colpite quelle tra il vecchio tracciato del fiume Naro che attraversa il centro abitato e che è stato cementificato a partire dall’immediato secondo dopoguerra. Diversi automobilisti sorpresi dalla pioggia battente sono stati costretti ad abbandonare le loro autovetture perché sommersi dall’acqua torrenziale accumulatasi ad esempio sotto il cavalcavia tra via Vittorio Emanuele e via Carlo Alberto e tra quello tra via Cirillo e via Verga. Allagata anche la conconvallazione di via Giglia. I centralini di polizia locale, vigili del fuoco, carabinieri e polizia sono stati presi d’assalto. Al momento non si segnalano danni alle persone ma sono numerosi i locali a pianterreno e scantinati allagati compresi alcuni supermercati.

E proprio a causa dell’allerta meteo è stata rinviata la chiusura dell’autostrada A19 Palermo-Catania che era prevista a partite da oggi pomeriggio. L’interruzione, tra Enna e Ponte Cinque Archi in direzione Palermo, avrebbe dovuto consentire i lavori di manutenzione del viadotto Morello. L’intervento, fa sapere Anas, è stato rinviato ai prossimi giorni.

A Pantelleria per la nebbia è chiuso invece da tre giorni l’aeroporto. La situazione potrebbe cambiare da un momento all’altro, ma al momento la partenza dei voli è stata rimandata e alla fine cancellata. I voli della Mistral Air, la compagnia che collega lo scalo sono stati cancellati da Palermo e Trapani.

Problemi anche alla linee ferrate con la circolazione dei treni che è stata sospesa fra Marianopoli e Canicattì (linea Lercara Diramazione - Caltanissetta Xirbi - Canicattì) e fra Caltanissetta Xirbi e Enna (linea Caltanissetta Xirbi - Bicocca). Lo stop ai treni è stato causato da allagamenti e guasti ai sistemi di gestione della circolazione a causa del maltempo. Trenitalia ha disposto l’attivazione di servizi sostitutivi con autobus.

Eventi atmosferici fuori stagione che però dal dal 2010 ad oggi hanno interessato 198 i Comuni italiani con 340 fenomeni meteorologici estremi, 109 casi di danni a infrastrutture da piogge intense e soprattutto 157 vittime oltre a 45 mila sfollati a causa del maltempo. I dati sono emersi dal rapporto “Sos acqua: nubifragi, siccità, ondate di calore. Le città alla sfida del clima”, realizzato da Legambiente in collaborazione con Unipol Gruppo, e riportati nella mappa del rischio climatico cittaclima.it. Il 2017 è stato l’anno più caldo di sempre dopo il 2016 e segnato da siccità e ondate di calore.

«Il clima è già cambiato - osserva Legambiente - la messa in sicurezza delle aree urbane deve essere la priorità degli interventi climatici. Servono nuove politiche per le città e un regolamento nazionale per l’adattamento climatico, se vogliamo ridurre i pericoli per le persone e evitare crisi idriche».

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