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Agrigento, la Procura apre una inchiesta sulla mancata raccolta dei rifiuti

A Porto Empedocle la rivolta di alcuni esagitati che ha sparso la spazzatura bloccando alcune strade

Agrigento, la Procura apre una inchiesta sulla mancata raccolta dei rifiuti

Porto Empedocle. La Procura della Repubblica di Agrigento ha avviato un'indagine “a tutto campo” sulla gestione dei rifiuti. Il Procuratore Luigi Patronaggio intende fare finalmente chiarezza su tre aspetti di una situazione ormai sfociata nella vergogna.

Il primo: indagare per interruzione di pubblico servizio dei netturbini astenutisi arbitrariamente per 14 giorni dal lavoro;

Il secondo: accertare la configurazione di reati ambientali configuratisi sul territorio comunale;

Il terzo: appurare se vi siano ipotesi di reato nell'"universo" di un appalto che non poche perplessità lascia da mesi. In soldoni, tra qualche giorno si assisterà un intenso via vai di persone verso il quinto piano del tribunale dove ha sede la Procura della Repubblica, anche se personale della polizia giudiziaria potrà ovviamente recarsi da coloro i quali a breve saranno iscritti sul registro degli indagati.

Nei giorni scorsi la sindaca Ida Carmina di Porto Empedocle si era incontrata col procuratore per portare alla sua attenzione la situazione di un paese in emergenza sotto tutti i punti di vista. E Patronaggio non ha perso tempo, aprendo il fascicolo d'indagine. Il tutto, si apprende, a poche ore dalla plateale, inqualificabile azione eversiva di alcuni residenti dell'altipiano Lanterna. Gente esasperata per non essere nelle condizioni di uscire da casa per la mancata raccolta dei rifiuti ormai da 16 giorni, ha deciso di uscire, con l'intento di raccogliere tutto e ammassarlo al centro di via Trento. In uno dei budelli del labirintico quartiere, dove si è creata una barricata di immondizia, il cui percolato ha invaso la strada.

Sul posto sono giunti uomini delle forze dell'ordine, per registrare il tutto e portarlo all'attenzione degli organi competenti. Sui social network hanno impazzato e impazzano le immagini di questa "rivolta" che comunque, ha incredibilmente prodotto un risultato.

E' un miracolo se qualche "genio" sempre in agguato non abbia dato alle fiamme i rifiuti appena ammassati. Sarebbe stato necessario evacuare un quartiere, a seguito delle esalazioni. Non è da escludere che gli inquirenti possano avviare una indagine per risalire a chi ha bloccato la strada, con quella gigantesca montagna di immondizia.

La barricata di immondizia è stata tempestivamente rimossa dai netturbini, a differenza degli altri cumuli che fino a ieri giacevano ai bordi delle strade limitrofe. Nel pomeriggio sono tornati a raccogliere spazzatura a pieno ritmo anche nella zona di contrada Inficherna, per quella che assume i connotati di una bonifica a tappeto, indispensabile per ridare dignità al paese. Oltre a raccogliere i cumuli sparsi sarà necessario procedere a una vigorosa pulitura con prodotti ad hoc, per disinfettare le strade.

Solo dopo lo smantellamento delle cataste di rifiuti si potrà tornare a parlare di raccolta differenziata.

Il Comune avrebbe ottenuto dalla Regione il via libera a conferire i rifiuti in un'altra discarica, al posto di Gela dove da alcuni giorni era possibile destinare appena 8 tonnellate al giorni di rifiuti. Il calvario continua, fino alla prossima tappa, in un paese i cui residenti avevano piano piano iniziato a rispettare le regole della raccolta differenziata, nei giorni in cui tra l'altro in molti (si spera) hanno pagato la tassa per il servizio in questione.

La situazione potrebbe tornare alla “normalità” entro una settimana anche se, da questo punto di vista nulla è da dare per scontato.

La plateale quanto inqualificabile azione di alcuni residenti dell'altipiano Lanterna. Gente esasperata per non essere nelle condizioni di uscire da casa per la mancata raccolta dei rifiuti ormai da 16 giorni. In serata ha deciso di uscire, con l'intento di raccogliere tutto il pattume e ammassarlo al centro di via Trento sperando così di “smuovere le acque” e risolvere il problema

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