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Di Maio apre i porti alla Lifeline: «Ma sequestreremo quella nave»

Il vicepremier fa eco a Matteo Salvini: «Una cosa sono i salvataggi in mare altra cosa è il traghettamento»

Di Maio apre i porti alla Lifeline: «Ma sequestreremo quella nave»

Se Spagna, Francia o Malta non aprono i porti alla nave Lifeline, la farà entrare l’Italia ma poi sarà "sequestrata». Lo ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio intervenendo a «Stasera Italia» su Rete4 spiegando che la nave batte una «bandiera falsa», «Una cosa sono i salvataggi in mare - ha detto - altra cosa è il traghettamento».

Di Maio ha sottolineato che la Lifeline, imbarcazione di organizzazione non governativa, «non si sa quale bandiera batta. Ha fatto - ha detto - una cosa scorretta. Hanno preso migranti a bordo e si sono opposti alla proposta di salvataggio da parte della guardia costiera libica. Una cosa è il salvataggio, un’altra il traghettamento. Ci sono due soluzioni, o aprono i porti la Francia, la Spagna o Malta o la facciamo entrare noi e poi la sequestriamo. Batte una bandiera falsa». Quanto alle accuse sulla chiusura dei porti, ha aggiunto «ci assicuriamo sempre che donne incinte e bambini entrino in porto».

Ma intanto la nave delle Ong Lifeline resta in alto mare al largo di Malta. Prima che Di Maio aprisse all'ipotesi di uno sbarco italiano era stato Salvini durissimo: «E' una nave fuorilegge e non sarà un porto italiano ad accoglierla».

Ma il ministro dell’Interno è andato oltre e a chi gli chiede se sono state date indicazioni alla Guardia Costiera di non raccogliere più gli sos provenienti dai barconi, risponde che bisogna chiederlo al collega Toninelli. Ma «se così fosse avrebbe il mio totale sostegno».

La situazione della Lifeline rischia dunque di deteriorarsi ulteriormente, visto che le condizioni del mare sono date in peggioramento e già oggi vento e pioggia hanno imperversato sulla nave, facendo cambiare i piani allo stesso equipaggio. In mattinata Alex Steier, un rappresentante della Ong tedesca, aveva annunciato da Dresda la volontà di chiedere accoglienza alla Francia, «dopo esser stati rifiutati da Germania, Olanda e Italia».

Ma poi ha dovuto far retromarcia proprio a causa del maltempo: «l'opzione Francia resta possibile ma a causa delle condizioni meteo non sarà né oggi, né domani né dopodomani».

Quel che è certo, ha ribadito ancora una volta Matteo Salvini, è che «non sarà un porto italiano» ad accogliere la Lifeline. Anzi, visto che «i francesi a parole sono i più buoni di tutta l’Unione», «sarebbe un bel gesto quello dell’apertura del porto di Marsiglia a questa nave». L’ennesima critica verso Parigi che fa il paio con l’attacco al ministro per gli Affari europei Nathalie Loiseau, secondo la quale spetta all’Italia farsi carico dei migranti soccorsi. «E' ignorante, nel senso che ignora come stanno le cose. La Lifeline batte bandiera dubbia, si muoveva in acque altrui e ha agito ignorando le segnalazioni della Guardia Costiera italiana e libica. Dunque è una nave fuorilegge» che, in qualunque porto vada, «deve essere sequestrata e l’equipaggio fermato», ha detto Salvini.

Un atteggiamento di totale chiusura che vale anche per tutte le altre navi umanitarie nel Mediterraneo, «complici, non so se consapevolmente o inconsapevolmente» dei trafficanti: «bloccare il business dell’immigrazione clandestina - ha detto - significa bloccare un intervento dannoso e pericoloso di queste navi straniere». «Dovrebbe smettere di incolpare coloro che cercano di salvare vite umane - gli ha risposto il comandante di Lifeline Claus Peter Reisch - Salvare vite umane non è un crimine e non dovrebbe mai esserlo».

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