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Cronaca

Ciaculli, 55 anni fa la prima autobomba della mafia

Di Fabio Russello

La prima autobomba usata dalla mafia contro le istituzioni esplose 55 anni fa tra gli agrumeti della Conca d’oro, nella borgata palermitana di Ciaculli, ricordata per i suoi mandarini e feudo della famiglia mafiosa dei Greco.

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Il 30 giugno del 1963 in quella strage morirono il tenente dell’Arma Mario Malausa, il maresciallo capo Calogero Vaccaro, il carabiniere Eugenio Altomare, il carabiniere Marino Fardelli, il maresciallo della Polizia Silvio Corrao, il maresciallo dell’Esercito Pasquale Nuccio e il soldato Giorgio Ciacci. Oggi in occasione del 55esimo anniversario le vittime di quella strage sono state ricordate davanti la stele eretta sul luogo dell’eccidio.

Alla cerimonia hanno partecipato il generale di brigata Riccardo Galletta, comandante della Legione carabinieri Sicilia; il generale di brigata Claudio Minghetti, comandante militare dell’Esercito in Sicilia; il generale di brigata Giancarlo Trotta, comandante provinciale Guardia di Finanza di Palermo; Giuseppa Scaduto, vicario della Prefettura del capoluogo siciliano; Iolanda Riolo, assessore comunale alla Mobilità; Dario Sallustio, vicario della Questura, e le associazioni combattentistiche e d’Arma.

Le cronache di quel giorno raccontano che una Giulietta Alfa Romeo imbottita di tritolo e parcheggiata nei pressi dell’abitazione di un parente del boss mafioso Salvatore Greco esplose provocando la morte di sette tra carabinieri, poliziotti ed artificieri dell’Esercito.

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