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Calcio Catania, slitta l'avvio del processo "I treni del gol"

Cambia un giudice, il procedimento rinviato al prossimo 13 novembre. Al centro dell'inchiesta sei gare che sarebbero state pilotate. Tra gli indagati anche l'ex patron rossazzurro Nino Pulvirenti e l’ex ad Pablo Cosentino

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CATANIA - E’ stata rinviata al prossimo 13 novembre, per una composizione della sezione penale del Tribunale, la prima udienza del processo scaturito dall'inchiesta "I treni del gol" sul presunto acquisto di partite calcio per salvare il Calcio Catania dalla retrocessione dalla Serie B; inchiesta che vede tra gli indagati anche l’ex presidente del Catania Nino Pulvirenti e l’ex ad Pablo Cosentino.

Nel processo si sono costituiti parte civile Figc, Lega Serie B, la società di scommesse SK365 Malta Limite e una trentina di tifosi del Catania. Il reato contestato è di responsabilità amministrativa. Sono sei le gare al centro dell’inchiesta e che sarebbero state pilotate per tentare di permettere alla squadra rossazzurra di non retrocedere in Lega Pro.

Le indagini erano state avviate dalla polizia di Stato, con accertamenti eseguiti dalla Digos della Questura, dopo la denuncia di minacce ricevute dall'allora presidente Nino Pulvirenti, che è stato messo agli arresti domiciliari e poi scarcerato dal Gip, dopo sue ammissioni di colpa, e poi sottoposto al Daspo per 5 anni dal questore di Catania.

Pulvirenti, durante l’interrogatorio di garanzia al Gip, ha ammesso di avere pagato 100 mila euro ciascuno per le partite vinte con Varese e Trapani, e 50 mila euro ciascuno per ottenere il successo su Latina e Ternana. L’allora presidente del Catania, rilevava il Giudice per le indagini preliminari nel disporre la revoca degli arresti domiciliari, «nonostante i dubbi» avrebbe continuato i «pagamenti per il timore che i personaggi coinvolti nella vicenda potessero utilizzare il medesimo metodo ai danni della sua squadra», vista la «riconosciuta capacità degli stessi di alterare, contattando di volta in volta i giocatori, i risultati delle partite». Pulvirenti ha sempre negato di avere scommesso sui risultati.

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