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Migranti, verso Trapani la "Diciotti": poliziotti a bordo, indagini in corso 

Due funzionari di polizia stanno invece raggiungendo la Vos Thalassa, il natante che ha operato il primo soccorso. Salvini ha infatti tuonato: «Voglio sapere i nomi dei violenti dirottatori». La nave della Guardia costiera arriverà domani mattina nel porto siciliano con i suoi 67 "passeggeri" 

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TRAPANI - E’ Trapani l’approdo finale per nave Diciotti della guardia costiera col suo carico di migranti, 67, trasbordati in mare tre giorni fa dalla Vos Thalassa, che appartiene a una società privata. Il natante gestisce la sorveglianza di una piattaforma della compagnia petrolifera francese Total, ed il suo equipaggio sarebbe stato minacciato quando i "passeggeri" si sono accorti che si dirigeva verso la Libia e non faceva rotta verso il Nord del Mediterraneo.

Ma Trapani sembra ignorare l’evento. Sul molo principale nessun segnale di attività propedeutiche a sbarchi. La città sembra non sapere di essere al centro di uno scontro politico. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha preso una posizione decisa: «Prima di concedere qualsiasi autorizzazione, attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori che dovranno scendere dalla Diciotti in manette». L’unica conferma sulla destinazione di Trapani, arriva dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti: «Nave Diciotti viaggia in direzione Trapani» e «l'attracco è previsto in serata». Poi il silenzio. In serata la Questura precisa: non arriverà prima delle 8 di domattina.

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Intanto si apprende che poliziotti e personale della Guardia costiera sono stati inviati su nave Diciotti per raccogliere i documenti che si sono scambiati con la Vos Thalassa, e in cui si riferirebbe delle minacce segnalate anche dalla società che gestisce la vigilanza piattaforme che temeva per la vita dei propri dipendenti. Saranno raccolti i messaggi scambiati con il comando italiano delle Capitanerie di porto e i rapporti stilati dalla Diciotti. Gli agenti sentiranno anche i migranti che sono sulla nave della Guardia costiera. Rotta più lunga per due funzionari della polizia, uno della squadra mobile della Questura di Trapani e l’altro dello Sco di Roma, che stanno andando sulla Vos Thalassa per avviare indagini e soprattutto sentire l’equipaggio per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e identificare gli aggressori. Atti che permetteranno di valutare se è possibile disporre arresti d’iniziativa. La Procura di Trapani, infatti, non ha ancora aperto un fascicolo sulla vicenda: fino all'arrivo in porto della Diciotti i pm ritengono di non avere radicata la competenza a indagare.

Restano in attesa degli eventi i 67 migranti sulla Diciotti, tra cui anche tre donne e sei minorenni. Il gruppo maggiormente numeroso è quello dei pakistani: 27. I sudanesi sono 12 e dieci i libici. Tra di loro ci sarebbero quelli che il ministro Salvini ha definito i "dirottatori", individuati forse in un ghanese e un sudanese, che il responsabile del Viminale vuole che «scendano in manette» e che «vadano in carcere prima di essere rispediti al loro Paese».

La tensione in politica e in Europa per la nuova linea scelta nella gestione del flusso dei migranti non preoccupa i pescatori trapanesi impegnati con il loro lavoro con le reti, mentre il sole tramonta in mare. Sembrerebbe una giornata come le altre, se non fosse per un comitato per la sicurezza in prefettura per definire le modalità di sbarco dei migranti e il gran numero di giornalisti, fotografi e cineoperatori in attesa della Diciotti. 

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