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Pozzallo, sei dipendenti del Comune a giudizio per forniture all'hotspot

Presunta truffa e presunta frode, secondo l'accusa con spese gonfiate e 237 mila euro indebitamente percepiti: l'udienza è fissata per il prossimo 12 settembre. «Dichiarato l'acquisto di oltre 51 mila confezioni di carta igienica a dispetto delle 750 realmente comprate»

Pozzallo, sei dipendenti del Comune a giudizio per forniture all'hotspot

RAGUSA - A giudizio sei dipendenti del Comune di Pozzallo per presunta truffa e presunta frode sulle pubbliche forniture nella gestione del locale hotspot. L'udienza è fissata per il prossimo 12 settembre. Sotto la lente di ingrandimento dei magistrati le forniture per i migranti sbarcati nel porto di Pozzallo.

A giudizio andranno Rosario Trovato di 65 anni, Virginia Giugno di 52 anni, Angelo Zaccaria di 58 anni, Giampiero Bella di 56 anni, Antonio De Naro di 62 anni e Claudio Cristina di 64 anni. Gli ultimi due coinvolti in una vicenda legata al presunto smaltimento illecito dei materassini del centro, trasformati in protezione per una manifestazione di motocross. Nel 2013 i gestori del centro avrebbero dichiarato di avere acquistato oltre 51 mila confezioni di carta igienica a dispetto delle 750 realmente comprate. Le presunte spese gonfiate per ottenere maggiori rimborsi avrebbero riguardato anche calze e assorbenti per un totale di 237 mila euro indebitamente percepiti, secondo l’accusa.

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