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Joseph, il bimbo che non aveva mai visto il tramonto

Le storie a bordo di Nave Diciotti della Guardia costiera che ha portato a Trapani 67 profughi

Joseph, il bimbo che non aveva mai visto il tramonto

«Ma quello cos'è?». E’ la domanda che illumina il volto di un bimbo palestinese di sette anni nella sera di questa calda estate trapanese. A bordo di nave Diciotti "scopre" il tramonto. Con il sole che si immerge nel mare. Non lo aveva visto ancora. E la prima volta lo ha emozionato. A ricostruire la storia di Joseph (nome di fantasia), che viaggia con i genitori e altri 4 fratelli, è Sahar Ibrahim, italo-egiziana, operatrice Unicef/InterSos a bordo della Diciotti, che non ha retto neppure lei all’emozione.

«I quattro giorni di navigazione a bordo della nave della guardia costiera - ricostruisce Sahar - sono trascorsi tranquillamente. Le persone erano ovviamente emozionate e impazienti di raggiungere la terra ferma, come succede sempre in tutte le missioni, man mano che la destinazione si avvicina».

«Oggi è stata la giornata più faticosa - ammette l'operatrice di Unicef/InterSos - le persone erano confuse, cominciavano a preoccuparsi. Non si riusciva a capire come mai fossimo così vicini al porto ma continuassimo a fare avanti e indietro senza poter entrare. E poi, una volta attraccato, come mai non ci facessero scendere. Dopo un’attesa che sembrava infinita, a un certo punto della notte, quando si è capito che si era sul punto di sbarcare, è esplosa una gioia incontenibile: abbracci, risate, canti, applausi. Finalmente adesso stanno toccando terra».

«Sono persone - ricorda Sahar - che scappano dalla guerra, dalla povertà estrema, da Paesi in cui i diritti umani sono calpestati. In questo momento posso solo unirmi alla gioia che ho visto nei loro occhi mentre scendono dalla nave ed essere felice che almeno una parte di quel passato così doloroso sia alle loro spalle».

Con lo sbarco a Trapani si conclude la 48ma missione del team Unicef/InterSos sulle navi della Guardia Costiera impegnate nel salvataggio di migranti e rifugiati nel Mediterraneo. Gli operatori che compongono i team hanno il compito di fornire assistenza umanitaria e attività di informazione a adulti e minori non accompagnati. 

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