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Svuotato il barcone con i 450 migranti,
Conte-Salvini: impegno Ue o non sbarcano

Stamattina il trasbordo su una nave della Gdf e un pattugliatore inglese della missione Frontex, mentre in 8 sono stati trasportati a Lampedusa da una motovedetta della Guardia Costiera per motivi sanitari. Il ministro dell'Interno chiama il premier, che subito dopo dichiara: «Redistribuzione nei paesi europei, altrimenti restano in mare»

Svuotato il barcone coi 450 migranti, ora sono su nave Gdf e pattugliatore Frontex

I 450 migranti a bordo di un barcone al largo di Linosa sono stati trasbordati stamattina su tre distinte imbarcazioni: 176 di loro sono adesso sul pattugliatore inglese Protector, inserito nel dispositivo Frontex, e altre 266 sul Monte Sperone della Guardia di Finanza, mentre le restanti 8 - tra cui due donne incinte di gravidanza - sono state trasportate a Lampedusa da una motovedetta della Guardia Costiera per motivi sanitari. Da Lampedusa, poi, le due donne incinte e un bambino sono stati trasportati nell'ospedale Civico di Palermo da personale dell’Elisoccorso. Nell'isola delle Pelagie ci sono altri tre migranti in attesa di essere trasferiti in ospedali della Sicilia con il 118: un giovane fortemente disidratato, un uomo con un’otite ed un altro paziente. Fonti di Palazzo Chigi, per altro, hanno reso noto che ieri in serata quando il barcone, al largo di Linosa, è stato intercettato da un convoglio di tre motovedette della Guardia costiera e una della Guardia di finanza, alcuni naufraghi hanno iniziato a lanciarsi in acqua: ma «grazie all'intervento di una motovedetta i migranti sono tutti stati recuperati. In nottata sono giunti il Montesperone della Gdf e il pattugliatore inglese Protector», che hanno poi accolto 442 migranti.
 

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini in mattinata ha informato della situazione dei migranti a bordo delle navi della Gdf e di Frontex il premier Giuseppe Conte ribadendo la sua linea: nessun porto italiano per i migranti. «Occorre un atto di giustizia, rispetto e coraggio per contrastare i trafficanti e stimolare un intervento europeo», avrebbe sottolineato Salvini a Conte, insistendo sull'opportunità che alle due navi venga data indicazione di fare rotta verso Malta o la Libia. Dunque, avrebbe ribadito, non verrà dato accesso ai porti italiani.

Fonti del governo hanno poi riferito che il premier, al termine di una «lunga e cordiale telefonata» con Matteo Salvini, si è subito messo al lavoro «per un accordo con gli altri paesi Ue per una redistribuzione immediata dei 450 migranti. Se non ci sono risposte dai partner e in queste condizioni ai 450 non sarà consentito di sbarcare». Le due ipotesi alternative sono «contatti con la Libia per il loro eventuale rientro sulle coste libiche da dove sono partiti o la permanenza a bordo delle navi dove fare riconoscimenti ed esame richieste». Conte inoltre oggi stesso invierà ai presidente Juncker e Tusk e agli altri leader europei una lettera volta a sollecitare l’applicazione immediata anche all'ultimo caso di migranti in mare «dei principi europei affermati nel corso dell’ultimo Consiglio Europeo di fine giugno». «L'Italia - chiosano da Palazzo Chigi - non è più disposta a farsi carico in modo isolato di un problema che riguarda tutti i Paesi europei». 

E' stato inoltre reso noto che il presidente del Consiglio è in costante contatto con i ministri Salvini, Moavero e Toninelli e con i responsabili delle unità di soccorso, «per la risoluzione di questa ulteriore emergenza». 

Il barcone con i 450 migranti com'è noto ieri ha provocato un nuovo scontro tra Italia e Malta, con Roma che ha accusayo La Valletta di non essere intervenuta mentre l’imbarcazione era ancora nelle acque di cui è responsabile, intimando alle autorità maltesi di far sbarcare i migranti nei loro porti. E Malta che ha opposto ancora una volta un muro di gomma. E oggi, interpellata dall'Ansa, l’ambasciatore di Malta in Italia, Vanessa Frazier, in merito alla possibilità che i migranti ora a bordo delle navi della Gdf e di Frontex siano portati a La Valletta, come chiesto dal ministro degli Interni Matteo Salvini, ha ribadito: «La nostra posizione è quella spiegata nel nostro comunicato stampa» di ieri, nel quale il governo di Malta sosteneva di avere rispettato tutti i suoi obblighi». Ed ha aggiunto: «Noi adempiamo alle regole internazionali come hanno sempre fatto altri Paesi europei, come l'Italia»

A sollevare il nuovo caso con le autorità maltesi è stato il ministro dell’Interno Matteo Salvini, mentre ancora non si erano chiusi gli ultimi strascichi polemici sulla vicenda della nave Diciotti, sbarcata a Trapani solo dopo l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Salvini ha aperto il nuovo fronte dai suoi profili social: «Malta si era fatta carico di intervenire ma nessuno si è mosso», ha attaccato. In ogni caso, ha avvertito il ministro, per il barcone i porti italiani sono chiusi: «Abbiamo già dato». Posizione cui si è subito associato il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli: «Malta faccia subito il suo dovere, aprano il loro porto», ha incalzato Toninelli. Una richiesta che ha assunto anche l'ufficialità di una lettera inviata dalla Farnesina all'ambasciata maltese a Roma: la responsabilità è loro perché il barcone è stato individuato nelle acque di competenza maltese per i salvataggi in mare - si sottolinea nel documento - e quindi non solo Malta si deve occupare dei soccorsi ma deve anche fare entrare la barca nel proprio porto.


Dopo ore di silenzio imbarazzato di fronte al pressing italiano, ieri sera La Valletta ha alzato il muro: «Malta ha soddisfatto tutti gli obblighi previsti dalle convenzioni internazionali», hanno risposto dal governo. D'altronde, secondo i maltesi, il barcone voleva andare in Italia ed essendo «in alto mare, noi non avevamo autorità per dargli istruzioni». Quindi si sono solo limitati a «monitorare» se avessero bisogno di aiuto, mentre la nave entrava intanto nelle acque italiane.

La prima segnalazione del barcone in difficoltà nell'area di soccorso maltese (la cosiddetta Sar) è arrivata alle 4.25 di ieri mattina al centro di coordinamento di Roma, secondo quanto ricostruisce la Farnesina nella sua lettera. La Valletta è stata subito informata e due ore dopo ha assunto il coordinamento delle operazioni. Da Malta hanno individuato la nave nella loro Sar e hanno addirittura chiesto a Roma se fosse disponibile a fornire mezzi per aiutare nei soccorsi. Solo che poi non ha inviato nell'area proprie navi, né ha dirottato sul posto mercantili in grado di prestare soccorso.

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