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Nudi alla meta tra affari e cultura: ma il naturismo in Sicilia "arranca"

Nell'Isola una decina le spiagge frequentate "senza veli" e una sola struttura - un b&b di Mazara del Vallo - dedicata al “corpo libero”; in Francia ce ne sono 180 e in Europa il business "muove" oltre 80 milioni di euro all'anno

Nudi alla meta tra affari e cultura: ma il naturismo in Sicilia non decolla

Marianelli a Noto e Torre Salsa a Siculiana sono le due spiagge più frequentate dai naturisti in Sicilia. Nel resto dell’Isola però non sono molti i posti dove si pratica la "cultura del corpo libero", che non è semplicemente nudismo ma una filosofia di vita improntata al contatto diretto con la natura, all'attenzione verso un’alimentazione sana, al rispetto dell’ambiente e della famiglia. In estate, i tabù che ancora circondano il naturismo spingono i siciliani fuori dall'Isola e tengono lontano i turisti (italiani e stranieri) che lo praticano.

E così un segmento turistico che potrebbe portare valore aggiunto alla nostra economia non viene di fatto preso in considerazione. Qualche numero: in Sicilia esiste una sola struttura naturista, un b&b di Mazara del Vallo; in Francia ce ne sono 180. La Francia, assieme alla Croazia e alla Spagna, è tra le destinazioni top per i naturisti, che in Europa "muovono" qualcosa come 80 milioni di euro all'anno.

In terra di Trinacria, per il momento, i naturisti si devono accontentare di poche spiagge. Il sito dell’Unione naturisti siciliani (Uns), oltre a Marianelli e Torre Salsa, segnala quelle di fondaco Parrino a Letojanni; cala Cucuzze a Scopello; capo Feto a Mazara del Vallo; la foce del Platani ad Eraclea Minoa, il "casello 11" alla foce del Belice, tra Selinunte e Porto Palo di Menfi; le terme di Segesta; la spiaggia di Bulala a Gela. In quest’ultima (autorizzata dal Comune) però sono stati registrati elevati livelli d’inquinamento e l’Uns ne ha chiesto la bonifica. Consigliata dall'associazione pure l’isola di Pantelleria, dove nel 2015 è stata abrogata l'ordinanza comunale del 1982 che vietava il nudo-naturismo nell'isola, rendendo oggi possibile praticarlo in luoghi e modi che non creano disagio ai frequentatori non-naturisti e in generale alla popolazione.

Nelle spiagge a naturismo tollerato, la discrezione è una delle prerogative della "cultura del corpo libero". «Consigliamo a tutti di essere discreti – dice Leonardo Rosso, presidente dell’Unione naturisti siciliani – soprattutto quando la frequentazione non naturista è maggiore. È una forma di rispetto per non alimentare una visione distorta della nudità. Tengo infatti a precisare che troppo spesso si fa confusione tra naturismo e stili di vita libertini o comportamenti sessualmente liberi. Il naturismo non ha nulla a che fare ne con l’esibizionismo né tantomeno con atti osceni, ma consiste nella pratica di star nudi in contesti non sessuali, ovunque la società lo consenta o dove la propria scelta non prevarichi sugli altri. I naturisti promuovono l'accettazione di se stessi e degli altri, l'uguaglianza, la responsabilità sociale e il rispetto dell'ambiente. Inoltre, prediligono trovare luoghi all'aperto dove il contatto con la natura consenta di sentirsi maggiormente parte di essa e dove si possa realmente sentirsi liberi e uguali».

L’assenza di un vuoto normativo – in Italia a differenza di altri Stati europei, non esiste una legge nazionale che regolamenta il fenomeno – lascia ai Comuni ampia discrezionalità. Sono solo 5 le Regioni (Piemonte, Abruzzo, Emilia Romagna, Veneto e Lombardia) che hanno approvato una legge a favore del turismo naturista. «In Sicilia, i Comuni non cercano di favorire il naturismo. Anzi, introducono delle restrizioni che spesso scoraggiano questa pratica» afferma Rosso, che cita la sentenza della Cassazione numero 3557 del 2000, in base alla quale «il naturismo non è reato nei luoghi in cui è consuetudine. Né può ritenersi indecente così come non lo è il nudo artistico o cinematografico. Questa sentenza ha fatto sì che molte denunce e multe siano state archiviate».

L’Uns punta molto sul rapporto con i "tessili", così vengono chiamati in gergo coloro i quali fruiscono delle spiagge e del mare in costume. «Il rispetto reciproco – conclude Rosso – è fondamentale. Ci sono delle realtà, è il caso ad esempio della spiaggia di Marianelli, dove naturisti e "tessili" convivono perfettamente. Segno di una maturità sociale, che può contribuire a sdoganare il naturismo anche in altre zone».

L’Unione Naturisti Siciliani nasce nel gennaio 2013 con l’intento di dare voce alla numerosa comunità dei naturisti siciliani per diffondere la cultura e i valori naturisti e il naturismo come stile di vita sano e naturale, che tramite la nudità trova il modo per riscoprire se stessi e l'ambiente che ci circonda. E’ una associazione senza scopo di lucro, il cui impegno costante sul territorio ha come scopo quello di far riconoscere la pratica naturista e regolamentare la fruibilità delle innumerevoli spiagge, storicamente frequentate da naturisti.

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