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Migranti a Pozzallo, le navi ancora in rada. Salvini: «Accoglienza in 5 paesi Ue»

Dopo l'ok del Viminale, più di 60 già sbarcati: le donne, i minori e quanti in condizioni di salute precarie. Sulla Monte Sperone e la Protector portati intanto viveri per altre 48 ore. Dopo Francia, Germania e Malta, anche Spagna e Portogallo si dicono disponibili ad accogliere parte degli immigrati ancora a bordo

Migranti a Pozzallo, le navi ancora in radaSalvini esulta: «Redistribuzione in 5 paesi»

POZZALLO - In lontananza si vedono ancora le due navi che li hanno soccorsi mentre viaggiavano verso la Sicilia: il pattugliatore della Finanza Monte Sperone e la Protector di Frontex restano ormeggiati nelle acque di Pozzallo in attesa di nuove disposizioni. A loro, donne e bambini, è stato invece consentito di sbarcare insieme a chi aveva bisogno di assistenza medica e ad alcuni uomini. Una decisione presa per evitare che le famiglie venissero divise.

Per 24 ore le due navi sono state la loro casa. A bordo hanno lasciato i compagni di viaggio: quasi 400 migranti con cui avevano preso il mare dalla Libia. «Faremo scendere le donne e i bambini», aveva twittato nel pomeriggio il ministro dell’Interno Matteo Salvini. E così è stato. Ribadendo la sua linea. «Per tutti gli altri la linea rimane quella finora seguita. Il nostro obiettivo per il futuro è che queste persone, innanzitutto donne e bambini, non partano e non muoiano, più», aggiunge Salvini. Una decisione, quella di far scendere donne e bambini, presa dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, affermano fonti di Palazzo Chigi, nelle ore in cui raccoglieva la disponibilità di Spagna e Portogallo ad accogliere altri migranti. Una disponibilità che fa esultare Salvini: «Dopo Francia, Germania e Malta, anche Spagna e Portogallo hanno accettato - evidenzia il responsabile del Viminale dalla Russia, dove ha assistito alla finale dei mondiali di calcio tra Francia e Croazia - di accogliere parte degli immigrati presenti sulle navi al largo della Sicilia. Bene,  fermezza e coerenza pagano, è finito il tempo di governi
complici e pavidi. Abbiamo messo in salvo donne e bambini. Un ottimo lavoro di squadra di tutto il governo. Complimenti al
nostro premier Conte! Il prossimo obiettivo, per stroncare una volta per tutte la mafia del traffico di esseri umani, sarà
riaccompagnare gli immigrati dove sono partiti. In Italia, e in Europa - conclude Salvini -  entra solo chi ha il permesso». 

Ma torniamo alle navi nel mare di Pozzallo. La Guardia Costiera - ma i numeri potrebbero non essere definitivi - parla di 43 donne e 14 minori in salvo a terra. Oltre ai profughi fatti scendere perché in condizioni di salute precarie: solo oggi sono stati sette, tutti portati nell'ospedale di Modica. Due donne incinte, una con problemi cardiaci, sbarcata su una barella, l’altra con gravissimi problemi di denutrizione, e i loro due bambini, sono arrivati nel tardo pomeriggio. Una giovane con i figli questa mattina. L’attesa si prolunga, invece, per i compagni di viaggio. Sulla Monte Sperone e sulla Protector la Finanza ha portato, oltre a mascherine e vestiti, scorte di viveri che dovrebbero essere sufficienti per almeno 24 ore.

Ad attendere i profughi fatti scendere dalle due navi i medici dell’Asp Ragusa, i medici marittimi e i sanitari dell’Usmaf per la prima assistenza. Chi è in buone condizioni di salute sarà portato all'hotspot di Pozzallo. «A bordo ci sono persone, non merci», aveva detto in mattinata il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna che si è più volte offerto di accogliere i migranti. «C'è preoccupazione per l'incertezza sulla situazione di chi resta sulle navi ed anche la nostra consolidata capacità organizzativa è messa a dura prova», ha spiegato. «Le situazioni createsi precedentemente erano diverse - ha detto Ammatuna - perché maggiormente programmabili. Arrivano indicazioni di approntare in tempi ristrettissimi forniture di viveri e medicinali, ma vorremmo capire come procedere nella maniera più corretta possibile». E ancora: «Ho anche avuto un contatto con il capo di Gabinetto del ministro degli Interni, il prefetto Piantedosi, per concordare un incontro a Roma - continua il sindaco - ed ho avuto rassicurazioni che il ministro segue con attenzione le esigenze della città ed ha delle proposte da sottoporci».

Intanto un gruppo di operatori della Chiesa, 110 al momento, hanno firmato un appello alla Cei contro «una sempre più dilagante cultura del rifiuto, paura degli stranieri, razzismo, xenofobia; cultura avallata e diffusa persino da rappresentanti di istituzioni». «Sono diversi -scrivono- a pensare che è possibile essere cristiani e, al tempo stesso, rifiutare o maltrattare gli immigrati": «un vostro intervento», «in sintonia con il magistero di papa Francesco», «potrebbe dissipare i dubbi e a chiarire da che parte il cristiano deve essere, sempre e comunque».

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