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Pozzallo, scesi dalle navi i migranti
Conte esulta: «E' sbarco in Europa»

Dopo l'ok nella tarda serata di ieri del Viminale, all'alba di oggi "svuotate" le due imbarcazioni rimaste per due giorni ferme in rada. Salvini gongola per il sì di 6 paesi Ue ad accogliere parte degli immigrati: «E' una vittoria politica». Ma intanto è emergenza nell'hotspot della cittadina del Ragusano: è stracolmo e il 90% degli ospiti ha la scabbia

Pozzallo, scesi dalle  navi i migrantiConte esulta: «E' sbarco in Europa»

POZZALLO - E’ arrivata nella tarda serata di ieri dal Viminale l’autorizzazione per lo sbarco a Pozzallo di tutti i migranti a bordo della nave della Gdf e di quella di Frontex che erano ferme dall'altro ieri in rada. E già all'alba di oggi erano già tutti scesi a terra i 378 migranti su 450 rimasti a bordo delle due navi dopo che già ieri pomeriggio le donne, i bambini e quanti avevano bisogno di assistenza medica erano stati fatti sbarcare. Molti profughi poi nei prossimi giorni saranno smistati nei paesi della Ue che hanno dato la loro disponibilità ad accoglierne una parte.

«E' una vittoria politica», ha commentato il ministro dell’interno, Matteo Salvini, che già ieri aveva esultato sottolineando che «dopo Francia, Germania e Malta, anche Spagna e Portogallo (ed oggi per altro si è aggiunta pure l'Irlanda, ndr) hanno accettato di accogliere parte degli immigrati presenti sulle navi al largo della Sicilia. Bene - aveva aggiunto -  fermezza e coerenza pagano, è finito il tempo di governi complici e pavidi. Complimenti al nostro premier Conte! Il prossimo obiettivo, per stroncare una volta per tutte la mafia del traffico di esseri umani, sarà riaccompagnare gli immigrati dove sono partiti. In Italia, e in Europa entra solo chi ha il permesso». Grande anche la soddisfazione del premier Conte: «Oggi per la prima volta potremo dire che sono sbarcati in Europa», si afferma infatti dalla presidenza del Consiglio.

Fino alla decisione del Viminale, il pattugliatore della Finanza Monte Sperone e la nave irlandese Protector della missione Frontex eramo rimasti ormeggiati nelle acque di Pozzallo in attesa di nuove disposizioni dopo che era stato consentito appunto lo sbarco a donne e bambini. Una decisione, quella di far scendere donne e bambini, presa dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, affermano fonti di Palazzo Chigi, nelle ore in cui raccoglieva la disponibilità di Spagna e Portogallo ad accogliere altri migranti.

«A bordo ci sono persone, non merci», aveva detto ieri mattina il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna che si è più volte offerto di accogliere i migranti. Lo stesso sindaco stamattina, dopo l'ok allo sbarco,  parla di «una vittoria dell’Italia tutta e dell’Europa. Per questo - aggiunge - sento il dovere di ringraziare il ministro Salvini con tutto il suo staff, il prefetto di Ragusa e quanti operano per l'accoglienza all'hotspot di Pozzallo». Ammatuna però rileva anche che «con questo sbarco la consolidata capacità organizzativa è stata messa a dura prova» e «si rende opportuno - sottolinea - un celere incontro con il ministro Salvini per discutere e approntare ogni dettaglio per il futuro, al fine di evitare possibili errori che potrebbero compromettere un lavoro certosino che viene effettuato da anni avendo cura nei minimi dettagli».

Il problema più immediato attiene l'hotspot di Pozzallo, dove attualmente vi sono 447 migranti e una situazione sanitaria difficile. I medici dell’Asp 7 di Ragusa prima di dare il via libera ai trasferimenti devono verificare le condizioni di salute dei migranti. Difficile che oggi possano essere trasferiti contingenti di migranti perché quasi il 90% ha la scabbia. Molte persone sono deperite ed hanno bisogno di riprendersi sul piano fisico prima di mettersi di nuovo in viaggio, dicono i sanitari. I lunghi giorni di permanenza in mare dopo mesi e mesi passati nei luoghi di prigionia libici hanno debilitato molto soprattutto le donne e i minori. Ieri prima del doppio sbarco, vi era stata un’altra evacuazione sanitaria di un somalo di 35 anni che aveva febbre alta e astenia e che è stato ricoverato nell'ospedale di Modica.

Intanto un gruppo di operatori della Chiesa, 110 al momento, hanno firmato un appello alla Cei contro «una sempre più dilagante cultura del rifiuto, paura degli stranieri, razzismo, xenofobia; cultura avallata e diffusa persino da rappresentanti di istituzioni». «Sono diversi -scrivono- a pensare che è possibile essere cristiani e, al tempo stesso, rifiutare o maltrattare gli immigrati": «un vostro intervento», «in sintonia con il magistero di papa Francesco», «potrebbe dissipare i dubbi e a chiarire da che parte il cristiano deve essere, sempre e comunque».

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