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Pubbliservizi, finisce l'«era Ontario»
Tribunale Catania nomina curatore

No al concordato, arriva invece un commissario che avrà due mesi di tempo per ripianare un debito di sei milioni. Contestualmente, chiesto l'intervento del Mise. E domani un incontro tra il sindaco metropolitano e i sindacati

Pubbliservizi, finisce l'«era Ontario»Tribunale Catania nomina curatore

La sede della Pubbliservizi alle Ciminiere

CATANIA - Domani in Pubbliservizi finirà ufficialmente l’«era Ontario» e si aprirà una nuova fase che vedrà in primissima linea, ancora una volta, la Politica (si spera quella con la P maiuscola) creando (pure si spera...) un precedente importante per tutte le aziende partecipate siciliane sull'orlo del fallimento.

«Il Tribunale civile di Catania-sezione Fallimentare, che stava valutando la richiesta di concordato preventivo depositata per la Pubbliservizi ha chiesto di fatto l’intervento del Mise, il ministero per lo Sviluppo economico – spiegano Salvo Bonaventura, Uil Trasporti, ed Enza Meli, Uil – rientrando la Pubbliservizi tra le grandi aziende pubbliche, secondo la legge Prodi bis; ultima “spiaggia” per evitare il fallimento, il Tribunale ha nominato in accordo con il Mise un curatore giudiziale straordinario, che sostituirà sia il commissario del Tribunale che il presidente Ontario. Il commissario avrà due mesi di tempo per trovare la soluzione da seguire per ripianare i circa 6 milioni di euro di debito accumulati in anni di gestione scellerata, con due anni per rientrare nel risanamento dei bilanci. La Pubbliservizi è un’azienda di emanazione politica, ed è quindi la politica che deve risolvere questo problema. La Città metropolitana da sola non potrebbe mai ripianare il debito – proseguono Meli e Bonaventura – ma serve un decreto legislativo nazionale finalizzato alla soluzione delle posizioni debitorie delle società pubbliche che permetta all'Assemblea regionale siciliana di intervenire. Catania con la sua partecipata è il caso “scoppiato” per primo, ma si tratta di un problema comune a tutte le Province».

«Come sindacati abbiamo subito chiesto e ottenuto un incontro formale con il sindaco Salvo Pogliese che si terrà domani», precisa Giovanni Musumeci, Ugl. Domani alle 17 nella sede della Città metropolitana in via Nuovaluce sono stati infatti convocati ufficialmente sia i sindacati confederali che autonomi per discutere in merito alla nuova situazione della partecipata.

«La verità è che si sono bruciati due anni, si è presentato il concordato senza avere le carte pronte – sottolinea ancora Musumeci, Ugl – non sappiamo come verrà affrontata la situazione: di certo secondo il decreto Madia sarà impossibile costituire una nuova partecipata e quindi, nel caso si vada verso la liquidazione, essendo una Spa sarà un processo che durerà anni. Per tentare il risanamento servirà una chiara e decisa volontà politica, politica che però finora ha provocato solo danni cercando solo utili all'interno dell’azienda piuttosto che pensare a farla crescere. Non vorremmo che la reale volontà politica fosse quella di “spacchettare” la Pubbliservizi per darla in mano ai privati».

«Consegneremo tutta la documentazione utile – ha precisato il presidente di Pubbliservizi Silvio Ontario – abbiamo predisposto il nuovo organigramma, la nuova riorganizzazione generale dell’azienda e tutti i documenti necessari per fornire un quadro più completo possibile della situazione ai sindacati ed al commissario giudiziale e permettere di trovare una soluzione».

«Una decisione, quella del Tribunale, che è un incoraggiamento a proseguire in modo più deciso l’azione di risanamento della partecipata, che ha un contratto di cinque anni con la Città metropolitana che intendiamo rispettare, con il supporto dei lavoratori e dei sindacati – si legge nella nota diffusa ieri pomeriggio dal sindaco Salvo Pogliese .- Città metropolitana di Catania e Pubbliservizi Spa offriranno la massima collaborazione al commissario giudiziale per aggiornare il piano di risanamento e per garantire il regolare funzionamento della partecipata».

«In un anno e mezzo nessuno ha fatto niente, anche il presidente della Regione Musumeci, nonostante i nostri appelli, ha lasciato fare – ha commentato Rita Ponzo, Fisascat Cisl -. Non capiamo se si tratti di proclami di salvezza, come quelli ben noti dell’ex sindaco, o se fosse quello che volevano, per continuare a giocare con i favoritismi. Noi da tempo sollecitavamo l’azienda ad essere tempestiva nel cambio di volta della gestione e siamo sempre stati criticati: l’importante è cercare di salvare il più possibile i livelli occupazionali, le professionalità e le maestranze sane che qui lavorano, in settori indispensabili».

«Serve molta prudenza in questa fase – ha sottolineato Giacomo Rota, Cgil e Filcams Cgil – crediamo ci voglia un intervento preciso e deciso della proprietà, la Città metropolitana, perché si parla di 380 persone che non si può minimamente pensare di lasciare a casa in quanto lavoratori di settori strategici per il territorio, dalla manutenzione delle scuole e del verde, delle strade. I lavoratori si sono sempre sacrificati ed è giusto che le istituzioni si prendano finalmente le proprie responsabilità».

Perché il rischio del fallimento rimane: l’appello vero di tutti è, ancora una volta, alla politica.

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