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Cronaca

Belpasso, nella posta in una grotta c'è il marchio di 3 operatori privati

Di Sonia Distefano

BELPASSO - Tiene banco a Belpasso e si allarga all'hinterland catanese la scoperta di due escursionisti del Gruppo Grotte del Cai di Catania che domenica scorsa hanno trovato una montagna di posta non consegnata all'interno di una grotta di scorrimento lavico, la “grotta della dinamite”, nella periferia est del centro di Belpasso.

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L'altro ieri il sindaco della cittadina etnea, Daniele Motta, è andato sul posto con gli speleologi del Cai, accompagnato dal personale della polizia municipale per fare chiarezza. Dal sopralluogo si è avuta conferma che nell'enorme cumulo di lettere non consegnate c’è il marchio di tre operatori privati. Interessante sarebbe scoprire il legame fra i tre “operatori” con quel luogo isolato, difficile da raggiungere del territorio. Altra notizia emersa è che non si tratta di posta destinata solo ai belpassesi. Nel sacco di lettere che il sindaco ha fatto prelevare dalla grotta quale campione da consegnare alle forze dell’ordine per fare avviare tutte le indagini e le verifiche del caso, nessuna delle destinazioni riguarda utenti di Belpasso, ma sono dei comuni di Gravina, Mascalucia, Misterbianco, Paternò e San Gregorio.

Dalle buste ritrovate in fondo alla “grotta della dinamite”, all'interno della quale si accede con corde attraversando un canale di circa 7 metri, si capisce che si tratta di corrispondenza di una certa importanza: bollette, lettere di banche destinate ai propri clienti, comunicazioni fiscali, e tanto altro. La vergognosa abitudine di gettare la posta nella grotta, invece che nelle buche delle lettere, non è inoltre un fenomeno che si è sviluppato da pochi mesi. Alcune lettere riportano la data del 2017. Alla luce di tutto ciò il sindaco Motta ha chiesto un incontro con il comandante dei carabinieri della stazione di Belpasso e interpellerà l’avvocato del Comune per procedere ai fini di tutelare i diritti dei cittadini ed il territorio deturpato.

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