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Svolta nell'inchiesta sulla morte di Scieri
Fu un caso di “nonnismo”, fermato ex militare

La Procura di Pisa ha iscritto tre persone sul registro degli indagati, tutte accusate di omicidio volontario. L'arrestato stava per lasciare l'Italia. Il fratello di Emanuele: «Emozione fortissima»

Svolta nell'inchiesta sulla morte di ScieriFu un caso di “nonnismo”, fermato ex militare

E’ un ex militare la persona fermata dalla Polizia a Pisa nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del parà siracusano Emanuele Scieri, trovato morto il 16 agosto del 1999 nella caserma Gamerra di Pisa. «La vicenda – spiegato il procuratore di Pisa Alessandro Crini - ha avuto un’accelerazione nella giornata di ieri perché una delle tre persone da tempo indagate stava per lasciare il territorio nazionale e sarebbe stato complicato riportarcelo». Alla base del delitto ci sarebbe il “nonnismo”.

«Abbiamo ritenuto di accertare la permanenza in vita di Scieri e siamo arrivati alla conclusione che ci fosse il tempo per soccorrere Emanuele e per questo contestiamo l’omicidio volontario proprio perché il giovane è stato lasciato agonizzante a terra» ha detto il procuratore. «Questa dinamica - ha aggiunto - non è una nostra congettura ma ricavata dai vecchi accertamenti attualizzata con quelli peritali effettuati dalla commissione parlamentare. Sulle modalità con cui si sarebbero svolti i fatti c'è stata sostanziale condivisione anche con le testimonianze che abbiamo raccolto e ciò dimostra che la nostra ipotesi accusatoria non è campata in aria».

Oltre all’ex militare messo agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio volontario in concorso, ci sono altri indagati. Secondo quanto emerge da fonti investigative, perquisizioni ed altre attività di indagine sono in corso da ieri e proseguono oggi.

«Sono incredulo, è stata un’emozione fortissima...» ha detto Francesco Scieri, il fratello di Emanuele, al telefono con Carlo Garozzo, presidente dell’associazione «Giustizia per Lele», sugli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Pisa. «Un po’ prima che iniziasse la conferenza stampa – ha concluso il procuratore - abbiamo ritenuto di avvisare la madre di Emanuele Scieri perché principalmente dobbiamo dare una risposta alla famiglia di questo sventurato ragazzo. E’ stato un colloquio breve durante il quale la signora si è commossa».

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