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Anche in Sicilia le ferrovie del Terzo Millennio: ci sono i soldi e i progetti

Dal passante di Palermo alla Bicocca - Catenanuova, fino alla nuova Stazione di Fontanarossa. L'accordo tra Regione e Rfi prevede investimenti per cinque miliardi in cinque anni

Anche in Sicilia le ferrovie del Terzo Millennio: ci sono i soldi e i progetti

Catania. Dopo la conferenza stampa sulla metroferrovia di Ragusa, un confronto con il direttore territoriale di Rete ferroviaria italiana, Michele Laganà. E una «confortante telefonata» con l’amministratore delegato Rfi, Maurizio Gentile. L’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, in maniche di camicia sta per incontrare i vertici siciliani di Ance. Ma, prima di discutere della legge sugli appalti, ha il tempo per fare un paio di conti: «Dal 2019 contiamo di movimentare 400 milioni l’anno di cantieri aperti fra strade e ferrovie per un quadriennio». E di questi soldi «almeno un miliardo, da qui al 2022, sarà speso in una vera e propria “cura del ferro” fra Rfi e Regione», dice l’assessore. Più che convinto di ciò che ha appena detto il governatore Nello Musumeci ai giornalisti: «Noi vorremmo non essere più guardiani dei cantieri di lavoro come lo siamo con l’Anas, come lo siamo con Rfi. Hanno compreso queste due grandi aziende nazionali che la musica è cambiata. I tempi per noi sono quelli ai quali era abituata certa burocrazia. Dobbiamo correre perché bisogna recuperare decenni di lassismo e di inerzie».

Buoni propositi. Che s’incrociano con carte e cifre, ma anche con alcuni fatti. «Grazie a un nuovo approccio nel rapporto con Rfi - sostiene l’assessore - abbiamo sbloccato quattro opere a rischio e accelerato su alcuni progetti importanti».

Partiamo dalle opere. La prima notizia è che «il 9 settembre apre il passante ferroviario di Palermo, dopo aver risolto i problemi con l’impresa». La tratta in esercizio sarà Notarbartolo - Punta Raisi, con «circa tre chilometri che resteranno a un binario». Per il raddoppio di questa parte e per completare le stazioni Lazio e Capaci «restano altri 80 milioni da impiegare». Il secondo intervento sbloccato è il raddoppio della Ogliastrello-Cefalù-Castelbuono, 12 chilometri «fermi dal 2014 per questioni idrogeologiche». L’impresa ha proposto un’unica galleria a doppio binario, mentre Rfi insiste sul progetto originario (Ogliastrello-Cefalù con due gallerie a un binario; Cefalù-Castelbuono una galleria a un solo binario); la Regione propone una terza soluzione: due gallerie per il primo tratto, una galleria a doppio binario per il secondo. «In autunno sarà comunque sbloccato l’iter», assicura Falcone. Dell’altra opera sbloccata ci occupiamo in dettaglio un altro articolo di questa pagina: «La Caltagirone-Lentini diramazione sarà in esercizio dal 10 dicembre», assicura Falcone. Sulla tratta (10 milioni il costo, nell’ambito del più ambizioso progetto, da 90 milioni, di ripristino della Caltagirone-Niscemi-Gela) il presidente della Regione ha chiesto a Rfi delle revisioni sui passaggi a livello previsti a Scordia e Mineo che rischierebbero di rallentare l’accesso d’emergenza agli ospedali di Lentini e Militello. L’infrastruttura ferroviaria più attesa è la Bicocca-Catenanuova: 415 milioni per 37,9 chilometri di raddoppio e un risparmio di oltre 10 minuti nei tempi di percorrenza. «Anche in questo caso abbiamo risolto i problemi con la ditta e riteniamo - annuncia Falcone - di avere il progetto esecutivo a ottobre, con l’obiettivo di avviare i lavori nel febbraio 2019».

La Bicocca-Catenanuova apre anche il file dei progetti tirati fuori dai cassetti. Il successivo raddoppio è relativo alla tratta Catenanuova-Dittaino (415 milioni) per la quale la stima di Falcone è di «avere il progetto definitivo in autunno per poter andare in gara a febbraio-marzo 2019». Ancor più ambizioso è il doppio binario sulla Dittaino-Enna: un’opera da 650 milioni per cui la Regione conta di avere sul tavolo il progetto preliminare già a settembre.

«Dopo di che avvieremo una concertazione con i territori», anticipa l’assessore alle Infrastrutture. Consapevole della delicatezza di un progetto con circa 35 chilometri di linea interrata e due opzioni sulla stazione di Enna: «Farla affiorare in superficie a Sacchitello o prevederla a Enna Bassa 30 metri sotto terra con degli ascensori di collegamento». Un ultimo progetto (inferiore per importo, circa 5 milioni, ma non certo per importanza strategica) è quello relativo alla stazione ferroviaria di Fontanarossa. «Superate tutte le criticità, il progetto esecutivo è pronto. Entro l’anno - prevede Falcone - l’opera potrà andare in gara».

Twitter: @MarioBarresi

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commenti 3
  • Urologo

    07 Agosto 2018 - 21:09

    Speriamo che non facciano la fine delle autostrade siciliane che crollano dopo due giorni dall'inaugurazione e nessuno è responsabile. Certo che sicuramente con questi finanziamenti la mafia potrà fare ottimi affari.

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  • Mirko

    07 Agosto 2018 - 23:11

    Si parla di raddoppi di binari, raddoppi di gallerie ma inutile far vedere in foto i treni freccia rossa. Quelli in Sicilia non si vedranno mai!!!! Quindi, continueremo ad avere i treni, magari leggermente più moderni di ciò che abbiamo adesso, ma saranno quelli che il resto d’Italia manderà in pensione! Che tristezza!!!

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    • Torquato

      12 Agosto 2018 - 20:08

      Se non fanno il ponte nemmeno i frecciargento ci arriveranno.

      Rispondi

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