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Da Microsoft alla Sony, tutti pazzi per il videogame "Made in Catania"

Spopola “Remothered Tormented Fathers”, realizzato dal catanese Chris Darril: tradotto in 17 lingue, il psicho-thriller «non è uno spara spara ma un gioco etico». E all'orizzonte si profilano nuovi traguardi

Da Microsoft alla Sony, tutti pazzi per il videogame "Made in Catania"

«Oggi in Italia abbiamo titoli di altissimo valore artistico come il recente Remothered Tormented Fathers . Se vent'anni fa mi avessero detto che Microsoft avrebbe contattato un team italiano per portarlo, con venti videogame di punta, al Microsoft’s Loft Press Event della Gdc (la Game Developers Conference, ndr), non ci avrei creduto». Parola di Agostino Simonetta, regional Head per l’area Emea di Microsoft in una recente intervista a "La Stampa". Si è dovuto ricredere il manager Microsoft. E forse ancora di più perché quel videogame non solo è italiano, ma anche Made in Sicily, nato e cresciuto alle falde dell’Etna e dal 25 luglio è approdato sulla Xbox del colosso americano e sulla Ps4 di Sony.

Tradotto in 17 lingue, tra cui il mandarino e il giapponese, il psicho-thriller game nato in Sicilia potrebbe avere a breve anche una distribuzione fisica, i cd disponibili negli store di Amazon e GameStop insomma. «Durante la scorsa Gdc a San Francisco – racconta Paolo Magnano, amministratore delegato della NewCo Remothered, nata con il supporto finanziario di un gruppo di investitori per commercializzare il videogame – con il presidente Corrado Valenti e il nostro Marketing Director, Antonio Cannata, abbiamo incontrato importanti publisher internazionali che ci hanno proposto di entrare nel mercato con la versione fisica del gioco. Un publisher giapponese, oltre ad occuparsi dei mercati dell’area asiatica, a fine anno ci farà uscire worldwide sulla nuovissima piattaforma Switch che sta segnando alla grande il rientro di Nintendo nel settore».

Nuovi traguardi per il videogame nato dalla creatività del catanese Chris Darril e lanciato lo scorso autunno in versione per pc sulla piattaforma Steam. La full release è arrivata a fine gennaio 2018, poi, dopo le Game Week di Milano e Parigi, c’è stata la Gdc di San Francisco a marzo e la grande soddisfazione di essere stati inseriti da Microsoft tra i migliori titoli indipendenti in arrivo sulla console Xbox, con un evento tutto dedicato al game catanese, all’interno di un loft vicino il Moscone Center. È cresciuto l’entusiasmo e, dopo l’annuncio dell’imminente lancio sulle console, a luglio sono cominciati ad arrivare consensi dal vasto universo dei videogame e de suoi influencer. Eurogamer.it ha riportato la notizia che Keiichiro Toyama, il papà di giochi del calibro di Silent Hill e Siren, con un suo personale tweet ha espresso il suo apprezzamento al titolo e ha detto che vorrebbe collaborare con i creatori di Remothered. Anzi, secondo gamereactor.it se ne è proprio “innamorato”. Le recensioni da mesi sono tutte più che positive, con uno score medio di 8.5/10.

Insomma, il videogame nato a Catania sembra davvero pronto per il decollo mondiale. Ma tenendo sempre ferme le radici alle falde dell’Etna. «La nostra idea – dice ancora Magnano - è stata quella di valorizzare i nostri talenti. Avremmo potuto lavorare affidandoci a tecnici sparsi per il mondo, invece abbiamo voluto avere la sede a Catania, una sede fisica, dove si fa un lavoro “artigianale” di alto valore tecnico. Lavoriamo in ambiente AI (Intelligenza artificiale) utilizzando al meglio la piattaforma di UnReal Engine e anche per questo rappresentiamo una grande novità nel mondo dei game. E su queste stesse basi abbiamo fondato anche il nostro marketing diretto da Antonio Cannata e Giovanni Cantarella e dal gruppo di Stormind Games».

Il gioco è stato sviluppato da Darril Arts e Stormind Games con la direzione artistica di Federico Laudani. La narrazione è quella di un’avventura horror-thriller che vede protagonista Rosemary Reed, un’affascinante 35enne che nelle fattezze ricorda un po’ Jodie Foster. La donna raggiunge la casa di un ex notaio, il dottor Felton, affetto da una misteriosa malattia e, una volta entrata, comincia l’esperienza di gioco e la saga horror ha inizio. Inutile dire di più sul gameplay, perché basta fare un salto sul sito ufficiale www.remothered.com. «Il nostro - aggiunge ancora Magnano – è un gioco etico, non uno spara spara. Ed è ricco di riferimenti cinematografici».

E infatti questa avventura nasce dalla mente creativa del catanese Chris Darril, game designer e artista, grande appassionato di cinema. Chris l’ha cominciato a ideare già nel 2007, praticamente sui banchi del liceo. Chris ne realizzò una versione homemade che cominciò a riscuotere interesse nell’ambiente internazionale. Poi tenacemente ha portato avanti il suo progetto, rifiutando offerte e proposte (anche economiche) che non gli sono sembrate in linea con le sue idee. Sino a quando, nel 2015, ha fondato la Darril Arts con alcuni amici fidati «che hanno condiviso questo sogno comune - racconta Chris -. Abbiamo investito le nostre energie in questo progetto e abbiamo autoprodotto il capitolo 1 della saga di Remothered. Dovevamo coinvolgere un team di sviluppo canadese con cui avevo lavorato in passato, ma abbiamo virato sulla professionalità di Stormind Games che ci ha dato una mano fondamentale sullo sviluppo. Credo che, dopo un anno e mezzo di grande lavoro, abbiamo raggiunto un ottimo risultato».

Sono passati dieci anni da quando Chris ha scelto di portare avanti la sua passione, mettendo mano a programmi di sviluppo che gli hanno permesso di trasformare un fumetto in un videogame. Le prime versioni homemade del gioco gli hanno aperto le porte di alcune collaborazioni internazionali, il resto l’ha fatto la sua cultura da cinefilo incallito: «La versione preliminare di Remothered è stata amata per trama, atmosfera, personaggi e narrazione perché, a differenza dei soliti horror game, si dipana in un contesto realistico che rende omaggio ai film di autori come Kubrick, Polanski e Hitchcock. Per me gli horror sono Psycho, Shining, Rosemary’s Baby (non a caso la protagonista si chiama Rosemary, ndr) e poi Il Silenzio degli Innocenti, Mullholland Drive e se vogliamo guardare all’Italia “La casa dalle finestre che ridono” di Pupi Avati. L’horror per me è una struttura narrativa di paranoia e tensione costante. Fondamentale è anche la musica e per questo ho avuto l’onore di coinvolgere la grande Nobuko Toda, con la quale si era già creato un legame professionale quando ho lavorato per una casa di produzione giapponese, affiancata da Luca Balboni». La colonna sonora, adesso, è un altro pezzo forte lanciato sul mercato, commercializzata anche da sola su Spotify e su tutti gli altri store musicali.

Per sostenere il lancio di Remothered e lo sviluppo dei successivi sequel è nata NewCo Remothered che include i soci di Darril Arts e Stormind Games e un gruppo di finanziatori privati che hanno creduto nella qualità del progetto e ne condividono il rischio. Un investimento di equity, nella forma del seed capital, necessario a sostenere anche i costi di commercializzazione e marketing su scala internazionale. Adesso, comincia la vera sfida.

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