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Giallo ad Agrigento: com'è morto l'immigrato ritrovato cadavere?

Lo scorso 9 luglio scorso un amico ne aveva denunciato la scomparsa ed ora il rinvenimento del corpo , in avanzato stato di decomposizione, a poche decine di metri dalla stazione ferroviaria di "Agrigento Bassa". Rompicapo per gli investigatori: omicidio, suicidio, incidente o malore?

Giallo ad Agrigento: com'è morto l'immigrato ritrovato cadavere?

AGRIGENTO - Mistero sul cadavere - in avanzato stato di decomposizione - di un extracomunitario di 32 anni, ritrovato tra gli alberi e la vegetazione in un terreno di via Gerlando Scimé, la zona sottostante il Tribunale di Agrigento, accanto al cavalcavia della strada statale 122 per Raffadali, a poche decine di metri dalla stazione ferroviaria di "Agrigento Bassa". Tutte le ipotesi restano valide: dall'omicidio al suicidio, dall'incidente ad un malore. L'immigrato, aveva lasciato moglie e figli nel suo Paese d'origine, e dopo la traversata era sbarcato insieme ad altri suoi connazionali sulle nostre coste diversi mesi fa, per poi stabilirsi ad Agrigento. Il 9 luglio scorso un amico ha denunciato la scomparsa ai poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento. Da quello che si è scoperto il giovane non si era mai allontanato dalla città.

E' stato ritrovato senza vita, nella tarda serata di martedì, dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Agrigento. Ad allertare il 112 la chiamata di un residente della zona: «Da giorni sentiamo un cattivo odore provenire da dietro quel casotto, vicino agli alberi». I militari dell'Arma, subito intervenuti, hanno fatto la macabra scoperta. Vistoso il deterioramento del cadavere, oramai in avanzato stato di decomposizione, a seguito della lunga permanenza sotto il sole, e alle alte temperature di questo periodo, e in parte devastato dai morsi dei topi e dei cani randagi. Una certezza è rappresentata da un arco di tempo in cui il corpo sarebbe rimasto in quel luogo: si ipotizza dal giorno della scomparsa. Soltanto il ritrovamento del portafoglio della vittima, con all'interno i documenti, ha consentito l'identificazione dell'uomo. Gli ingredienti perché si possa ipotizzare un vero e proprio giallo ci sono davvero tutti. 

Sul luogo il procuratore capo Luigi Patronaggio e il pm Paola Vetro, titolare del fascicolo d'inchiesta. Gli esperti del Nucleo investigazioni scientifiche dell'Arma, invece, si sono occupati dei rilievi. Sulla salma, portata all'obitorio dell'ospedale, è stata disposta l'autopsia, per avere un quadro della situazione molto più chiaro, e soprattutto accertare la vera causa di morte.

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