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«C'è il volto di Cristo nel granchio» e pescatore lo dona a sacerdote

Sul nostro quotidiano oggi in edicola, il racconto di una "pesca miracolosa": nel carapace di un crostaceo catturato a Torre Archirafi, nel Catanese, un'immagine che fa discutere

«C'è il volto di Cristo nel granchio» e pescatore lo dona a sacerdote

RIPOSTO - Non capita tutti i giorni, andando a pescare, di ritrovare incastrato tra le maglie della rete calata in mare un variopinto granchio, che ha impresso sul robusto carapace un’immagine che verosimilmente somiglia al “Volto Santo di Gesù”.
Il granchio che si vede nella foto - conservato in un barattolo di vetro con alcool etilico - è stato catturato, di recente, nel mare di Torre Archirafi da un pescatore sportivo Sebastiano Raineri, che ama definirsi “turrotu doc”. La notizia del ritrovamento nelle acque antistanti al lungomare Pantano del crostaceo con l’immagine di Gesù Cristo, da parte di Sebastiano Raineri, che nella vita è un operatore economico nella commercializzazione dei profumi, persona conosciuta e stimata dalla comunità torrese, ha suscitato grande curiosità, ma anche scetticismo, sia tra i residenti che tra i villeggianti che in questo periodo sono numerosi nell’antica borgata marinara.


«Lungi da me dal volere generare gratuito sensazionalismo tra i miei compaesani – racconta il pescatore sportivo – devo però evidenziare che guardando con grande attenzione il robusto carapace del granchio risalta subito agli occhi un’immagine molto simile a quella del “Volto Santo di Nostro Signore”. Negli anni scorsi ho pescato altri granchi della stessa specie di quello catturato giorni fa, secondo me di origine tropicale – continua Sebastiano Raineri – notando che il “volto sacro” scompare dal carapace subito dopo la morte del crostaceo. Che cosa penso di questo fenomeno? Onestamente non so rispondere. Quello che so è che l’immagine posta sulla “corazza” del crostaceo, di certo non frutto di soggezioni, se viene ben conservata sotto alcool puro, resta infatti intatta nel tempo. Ho donato al parroco della nostra chiesa dedicata a Santa Maria del Rosario, don Lucio Cannavò, un barattolo contenente il granchio in questione – conclude il commerciante – come primo “pezzo” da esporre, perché no, in un eventuale “Museo del mare” da realizzare a Torre Archirafi». Qualcuno, inoltre, ha ravvisato nella stessa immagine, posta sopra il “volto di Gesù”, una corona di spine.

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