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Catania, «Vogliono “sfrattare” i miei defunti dal cimitero»

La denuncia della proprietaria di una sepoltura gentilizia più volte visitata dai ladri e saccheggiata

Catania, «Vogliono “sfrattare” i miei defunti dal cimitero»

Subisce da mesi danneggiamenti alla cappella di famiglia, al cimitero. Per questo ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica. La vicenda la racconta lei stessa, Maria Pia Abramo, proprietaria di una cappella funeraria gentilizia in viale degli Angeli, al cimitero di Zia Lisa, realizzata nei primi anni del Novecento ed appartenuta, sin dalla sua costruzione alla sua famiglia. La facciata è rivestita da lastre di pietra bianca di Ragusa mentre la parte inferiore è di pietra lavica. «Nei primi giorni di maggio, come sempre, mi sono recata nella cappella al fine di far visita ai miei cari defunti ma, con grande rammarico e sorpresa, mi sono accorta che erano stati arrecati danni alla facciata della cappella ed in particolare era stato asportato parte del rivestimento in pietra bianca dallo spigolo nord orientale della facciata e, inoltre, sembra che abbiano tentato di staccare totalmente la rimanente parte per asportarlo».

La signora ha denunciato, ancora, che il lucchetto apparentemente intatto, era, invece, aperto e che, all’interno della cappella era stata completamente distrutta una lastra di marmo che fungeva da pavimento posta a copertura del vano di accesso alla fossa d’inumazione.

«Oltre al dispiacere da me patito nel vedere la cappella di famiglia in quelle condizioni, ho subito un ingente danno economico che potrebbe aggravarsi dal momento che vi è il rischio che le parti della facciata che sono state rubate e staccate potrebbero determinare il crollo di parte della struttura, non essendo la costruzione in cemento armato, ma costruita pietra su pietra».

Che il cimitero sia obiettivo di ladri e vandali, non è una novità. Più volte sulle pagine di questo giornale abbiamo dato conto di episodi del genere. «Già in passato - ricorda Maria Pia Abramo - avevo trovato la cappella danneggiata volontariamente da persone rimaste ignote. Mi hanno rubato anche arredi sacri di un certo valore custoditi all’interno. Tutto questo l’avevo già denunciato ai custodi, ma con esito negativo. Più volte soggetti poco raccomandabili mi hanno chiesto di cedere loro la cappella adducendo come motivo la necessità impellente di trovare una sistemazione per i loro defunti». Che ci sia una connessione tra vandalismo e “inviti” a cedere?

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commenti 1
  • Mimmo

    21 Agosto 2018 - 11:11

    Gentile signora, capisco la sua rabbia in quanto si è già prostrati nel dolore per i cari parenti defunti e in piu' si ci mettono i ladri ad infierire! Posso darle un consiglio da libero cittadino? Dopo che avrà ristrutturato la cappella pericolante si faccia autorizzare dal comune, visto i furti trascorsi, ad installare delle telecamere a circuito chiuso all'estero della cappella! Solo con questo deterrente potrà scoraggiare altre visite future da gente poco raccomandabile!

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