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Allarme diossina a Palermo, la discarica di Bellolampo continua a bruciare

Non è ancora rientrata l'emergenza incendi che riguarda la terza vasca della discarica palermitana. Minardo: «Termovalorizzatori a zero emissioni sono l'unica strada da seguire»

Redazione La Sicilia

30 Luglio 2023, 11:12

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Continua a bruciare la terza vasca della discarica di Bellolampo di Palermo. Sul posto è presente una squadra dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Palermo e un canadair sta sorvolando la zona per lo spegnimento della zona. I vigili del fuoco dall’inizio dell’emergenza raccolgono tre campioni per il rilevamento di sostanze tossiche che vengono elaborati e comunicati dai funzionari alle autorità preposte per la segnalazione di eventuali criticità.

Gli operai della Rap conferiscono i rifiuti di Palermo e provincia. Il conferimento dei rifiuti da parte degli operatori della Rap è rallentato perché è possibile sfruttare solamente la quarta vasca. Intanto nelle altre provincie siciliane l’emergenza incendi sembra rientrata. I vigili del fuoco del comando provinciale di Catania stanno hanno spento in via vivaio un incendio sterpaglia. Mentre nel Siracusano nella zona di Francofonte è stato spento un altro piccolo rogo di sterpaglie.

«Il grave allarme diossina a Palermo dopo l’incendio che ha colpito la discarica di Bellolampo va preso sul serio e dovrebbe convincere anche i più incerti che la realizzazione dei termovalorizzatori di nuova generazione a zero emissioni è l’unica strada per abbandonare questo tipo di smaltimento di rifiuti che è pericoloso per per l'ambiente in ogni senso», dice il deputato della Lega Nino Minardo, presidente della commissione Difesa della Camera.

«Le incertezze o peggio la contrarietà ai termovalorizzatori - continua il parlamentare - hanno determinato tasse sui rifiuti salatissime e discariche traboccanti che durante la stagione estiva vengono ripetutamente colpite da incendi che generano un inquinamento fuori controllo con danni per la salute delle persone e l’ambiente. Finestre serrate e controllo delle rilevazioni dell’Arpa sulla qualità dell’aria non sono una soluzione. La soluzione sono i termovalorizzatori, non mi stancherò mai di ripeterlo».