Notizie locali
Pubblicità
Corruzione, Miccichè teste al processo: «Mai favorito gli affari di Arata»

Cronaca

Europarlamento, Miccichè «incompatibile» deve farsi più in là: niente insediamento...

Di Mario Barresi

CATANIA - La cohabitation di Gianfranco Miccichè su due poltrone - sia all’Ars, sia al Parlamento europeo - è finita ieri. E non per scelta del diretto interessato che, subentrato a Salvo Pogliese (dimessosi dopo l’elezione a sindaco di Catania) come primo dei non eletti di Forza Italia alle Europee 2014, aveva annunciato l’intenzione di restare a Palermo, ma lasciando l’altro scranno solo in occasione della prima seduta plenaria utile, in programma a Strasburgo il 10 settembre. Non ci sarà più bisogno di questo rito, così come dovrà essere annullato - per cause di forza maggiore - il «viaggio per premiare i collaboratori del mio staff, portandoli tutti con me all’insediamento» annunciato dal presidente dell’Ars.

Pubblicità


Semplicemente: non ci sarà alcun insediamento. Perché proprio ieri l’Europarlamento ha ricevuto una comunicazione dall’Ufficio centrale della Cassazione, che (sempre ieri, in mattinata) ha dichiarato decaduto «per incompatibilità» il subentrante Miccichè. La Direzione generale della Presidenza del Parlamento Ue ha dunque preso atto che il leader forzista «attualmente ricopre un ruolo istituzionale incompatibile con quello di deputato europeo» e quindi «secondo le regole di procedure si stabilisce che il suo seggio è vacante dallo scorso 20 agosto», dichiarando al contempo in carica (come subentrante a Miccichè e non a Pogliese) il secondo dei non eletti in Forza Italia: l’ex deputato ed ex assessore regionale Innocenzo Leontini, «con effetto dal 20 agosto».


Cos’è successo? “Giovanni” Miccichè (alias Gianfranco) era ufficialmente diventato deputato europeo il 19 luglio, quattro giorni dopo le dimissioni di Pogliese. Il presidente dell’Ars doveva scegliere il seggio - Palermo o Bruxelles - entro 30 giorni dall’euro-nomina. Ma non l’ha fatto (violando quello che nel partito hanno definito un «patto d’onore» per far entrare Leontini, ma questo è un altro discorso). Non esercitando la facoltà d’opzione, la Cassazione ritiene dunque «mantenuta la carica pregressa» con la decadenza automatica dalla seconda, incompatibile. Perché la decisione è arrivata soltanto ieri? Per un motivo banalissimo: le ferie agostane. Tant’è che Leontini (eletto con Forza Italia, ma vicino agli autonomisti di Raffaele Lombardo) è europarlamentare con effetto retroattivo. Al neo-eletto arriva il messaggio del sindaco Pogliese: «Faccio i miei complimenti e auguri a Innocenzo Leontini, che finalmente potrà occupare lo scranno europeo che gli spetta dopo la mia opzione per Catania, nonostante qualche capriccio umorale da parte di chi avrebbe dovuto dare l'esempio».
Twitter: @MarioBarresi  

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA