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Open Arms, dissequestrati i telefoni degli attivisti Ong

Lo ha reso noto uno dei legali dei volontari. La vicenda relativa allo sbarco a Pozzallo dello scorso mese di marzo sul quale la Procura di Catania aprì una inchiesta

Open Arms, dissequestrati i telefoni degli attivisti Ong

La Procura distrettuale di Catania ha disposto il dissequestro dei telefonini del comandante Marc Reig Creus e del capo missione Ana Isabel Montes Mier della nave dell’Ong spagnola ProActiva Open Arms. Lo ha reso noto uno dei legali, l’avvocato Rosa Emanuela Lo Faro.

I due sono indagati nel capoluogo etneo per associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina per lo sbarco a Pozzallo, la notte dello scorso 17 marzo, di 218 migranti soccorsi al largo della Libia.
In quell'occasione la Procura distrettuale dispose il sequestro della nave perché, sostiene l’accusa, «il loro obiettivo primario è salvare migranti e portarli in Italia, senza rispettare le norme, anzi violandole scientemente».

Fu contestato a Open Arms il «rifiuto di consegnare i profughi salvati a una motovedetta libica» e che, «nonostante la vicinanza con l’isola di Malta, la nave proseguì la navigazione verso le coste italiane, come era sua prima intenzione». L’Ong si è sempre difesa sostenendo di avere agito «in stato di necessità per salvare vite umane». Il sequestro della nave fu convalidato dal Gip di Catania, ma soltanto per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il fascicolo, per competenza, fu trasferito alla Procura di Ragusa che reiterò la richiesta di sequestro della Open Arms, rigettata il 16 aprile scorso dal Gip Giovanni Giampiccolo.

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