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"Sicily Histories", così videogame racconta e illustra l'Isola ai turisti

Storytelling e gamification si fondono nell'app sviluppata da cinque catanesi: dal gladiatore Barca nell'Anfiteatro romano di Catania all’ancella greca a Morgantina, ecco la nuova frontiera siciliana del "vivere" i beni culturali

"Sicily Histories", così videogame racconta e illustra l'Isola ai turisti

Per imparare a conoscere i beni culturali siciliani non ci sono solo le visite guidate e le Lonely Planet. La nuova frontiera del turismo culturale punta all'innovazione e mette insieme informazioni “classiche” con le tecnologie del videogioco. È l’idea che cinque catanesi tra i 24 e i 41 anni, hanno concretizzato nella realizzazione di un'app nella quale si fondono storytelling e gamification.

L’applicazione si chiama “Sicily Histories” ed è una “costola” di un’omonima start up nata due anni fa per la fruizione dei beni culturali siciliani. Fondata da cinque catanesi, Riccardo Bonina (amministratore unico), Luna Meli (project manager), Angelo Mangano (ingegnere), Luca Pappalardo e Giuseppe Sapienza (programmatori), la società è stata “premiata” con un finanziamento del ministero dei Beni culturali e del Turismo (nell’ambito del Pon Cultura e sviluppo) per creare l’applicazione mobile la quale - lanciata il 26 luglio scorso per Android e iOS - è stata già scaricata da 1.300 persone.

Funziona così. «All'interno di un’escursione - spiega Riccardo Bonina - creiamo una cornice narrativa in cui gli utenti scelgono uno dei personaggi che noi proponiamo e, in base al luogo in cui si trovano, devono compiere determinate azioni che daranno loro la possibilità di ottenere dei punti, raggiungere una posizione in classifica e vincere anche dei piccoli premi». I “personaggi” che coinvolgono il visitatore nel gioco di ruolo, non sono realmente esistiti, ma sono simbolici del periodo a cui fanno riferimento. Si va dai Romani al Medioevo, dal Barocco alla Sicilia garibaldina. Ecco allora il gladiatore Barca nell'Anfiteatro romano di Catania, lo studioso arabo Taahir a Savoca, Don Alejandro Caribas a Scicli, l’ancella greca a Morgantina, o l’ufficiale garibaldino al Palazzo Mirto di Palermo. 

Le città finora inserite nella mappa dell'app sono Palermo, Catania, Messina, Enna Agrigento, Trapani, Marsala e Siracusa. Ogni punto d’interesse (sono 100 in tutta la Sicilia) è accompagnato da un testo redatto da guide turistiche autorizzate in carne ed ossa. La parte “teorica” dell’applicazione, cioè la guida, si scarica gratuitamente, quella dei giochi - come avviene per qualunque altra app - si paga su play store in pacchetti che vanno dai 90 centesimi ai 30 euro. La cosa fondamentale è che per giocare, il visitatore deve trovarsi sul posto, non può partecipare “virtualmente” e, quindi, gli eventuali premi sono spendibili solo sul mercato locale.

Il pubblico che, finora, ha scaricato l’applicazione non è necessariamente super giovane come si potrebbe immaginare, ma fa parte di quel genere di turisti che, magari, si annoiano andando intruppati dietro ad una guida. I download riguardano sia italiani che stranieri e sono pressoché ripartiti a metà tra uomini e donne over 30, anche se è ancora troppo presto per tracciare un report ufficiale dei fruitori.

«L’obiettivo - sottolinea Luna Meli - è anche quello di coinvolgere maggiormente le famiglie magari nelle visite più lunghe, o chi non è abituato ad un’escursione classica. Durante la visita si può giocare rispondendo alle domande dei quiz a tema e, in questo modo, impiegare il tempo in qualcosa di diverso. Ovviamente il tipo di supporto che si ha in mano, cioè il cellulare, limita in parte lo svolgimento della narrativa perché le storie devono essere brevi e i giochi devono essere molto veloci. Il visitatore dopo un po’, si stufa a tenere in mano il telefono».

Un esempio? Facciamo conto che si voglia fare un percorso nei siti termali della Catania romana. Si partirà dalle Terme Achilliane dove i visitatori scelgono dei personaggi simbolo: la schiava, la matrona, il liberto, il soldato, e così via. Gli escursionisti hanno un cartellino con dei punteggi di partenza e un dado tridimensionale da lanciare ad ogni “sosta”. A seconda di ciò che esce, il visitatore deve compiere un’azione: descrivere i luoghi, interagire con un altro personaggio, creare una storia, tutto questo utilizzando lo smartphone e scattando foto che, di volta in volta, vengono postate sulla pagina fb dell’associazione. Foto e storie vengono poi votate dai fan della pagina e chi accumula più “like” vince dei premi, a volte messi a disposizione dai commercianti che, pagando un abbonamento, possono inserire la loro attività sulla mappa interattiva.

Twitter:@carmengreco612

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