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Agrigento, all'Ufficio del lavoro la regola "fantozziana": parcheggi solo per i dirigenti

Sindacati autonomi sul piede di guerra: «Una norma assurda». Ma il dirigente nonostante la richiesta di annullare il provvedimento non arretra

Agrigento, all'Ufficio del lavoro la regola "fantozziana": parcheggi solo per i dirigenti

Parcheggio riservato solo ai dipendenti di fascia superiore e vietato a quelle più basse. Succede all'ufficio provinciale del Lavoro di Agrigento. Il provvedimento fantozziano ha scatenato la protesta dei sindacati autonomi Cobas-Codir, Sadirs, Siad, Ugl che hanno diffidato l'amministrazione e hanno preannunciato le vie legali.

In tutto una ottantina i dipendenti interessati, di cui solo una ventina i funzionari. L'immobile ha tre uffici e due parcheggi che, con una sorta di convenzione, anni fa i dirigenti si sono bonariamente divisi. Addirittura, raccontano i sindacati, sarebbero stati suddivisi gli spazi mentre una volta posteggiava chi arriva prima, come sarebbe più corretto. Da un anno il Sadirs, guidato da Giovanni Coco e Franco Madonia, conduce la battaglia poi condivisa anche dagli altri autonomi, per rivendicare il fatto che nessuna norma concede la possibilità a dirigenti e funzionari di avere riserva di parcheggio. La riserva può esistere per disabili e auto di servizio. Il parcheggio negato sta creando disagi ai lavoratori considerato che i vigili urbani con apposito tutor stanno giustamente intensificando i controlli delle strade elevando multe salate e danneggiando spesso anche i dipendenti regionali.

"Questa estate - spiegano i sindacati - paradossalmente il parcheggio era vuoto e i dipendenti erano costretti a parcheggiare in strada". Le organizazioni sindacali avevano già diffidato in estate il dirigente dell'ufficio a revocare la disposizione con la quale autorizzava il parcheggio auto nei magazzini aziendali al solo personale di categoria D. "Un abuso e una discriminazione in danno alle altre categorie" dicono gli autonomi.

I sindacati, di fronte al mancato intervento del dirigente, che non ha modificato il provvedimento, hanno quindi investito del problema anche i dirigenti generali dei dipartimenti del Lavoro e della Funzione pubblica, oltre che il comitato unico di garanzia dell'amministrazione regionale.

"Abbiamo evidenziato - spiegano i sindacati - anche il comportamento del dirigente in violazione delle corrette relazioni sindacali". Gli autonomi diffidano quindi i dirigenti a revocare la disposizione entro 15 giorni. In caso contrario "agiremo in via giudiziale e informeremo le autorità competenti".

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