home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Scarcerati i pescatori tunisini accusati di avere "trainato" un barcone di migranti

Il Riesame ha annullato il provvedimento cautelare del gip di Agrigento. Avevano salvato quattordici migranti

Scarcerati i pescatori tunisini accusati di avere "trainato" un barcone di migranti

Per 24 giorni si sono professati innocenti, confidando nel lavoro degli avvocati mentre all’esterno del carcere, dove sono stati rinchiusi con l’accusa di avere favorito l’immigrazione clandestina, un cartello di associazioni e la Cgil si sono spesi per tenere alta l'attenzione su quella che consideravano una ingiustizia. Un tempo «lunghissimo» trascorso in galera da sei pescatori, da oggi tornati tutti liberi. Tra gli arrestati anche Chamseddine Bourassine, comandante del peschereccio e presidente dell’associazione dei pescatori di Zarzis (Apde).

Il tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata il 2 settembre scorso dal gip del tribunale di Agrigento Stefano Zammuto nei loro confronti. Erano accusati di avere trainato un barchino con 14 migranti, favorendo il loro ingresso in Italia. I sei si sono sempre difesi sostenendo d’aver salvato i naufraghi al largo di Lampedusa. La richiesta di annullamento dell’ordinanza era stata avanzata dall’avvocato Salvatore Cusumano, legale di fiducia del comandante Bourassine, e dagli avvocati Leonardo Marino e Giacomo La Russa.

Era il 29 agosto quando un aereo da ricognizione, gestito dall’Agenzia Europea Frotex, avvistò in mare aperto, a più di 80 miglia a sud di Lampedusa, una piccola imbarcazione con le 14 persone a bordo al traino del peschereccio con insegne tunisine diretto a Nord, verso le coste della Sicilia. Secondo la ricostruzione della Guardia di finanza, il peschereccio venne monitorato dall’alto per tutto il giorno «per dimostrare inequivocabilmente il nesso tra l’episodio migratorio ed il ben più grave reato di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina».

A notte inoltrata, quando nel frattempo il barchino era stato sganciato dal traino, a meno di 24 miglia da Lampedusa, scattò l’operazione: venne intercettata sia la "carretta», che il peschereccio che si stava allontanando.
Il gip convalidò l’arresto applicando la misura cautelare in carcere per tutti i sei indagati. Poche ore dopo, l’Ong tunisina "La Terre pour tous» ha fatto un sit-in di protesta davanti l'ambasciata italiana a Tunisi, per chiedere la liberazione dei pescatori. Un altro sit-in di protesta, organizzato dal Forum antirazzista di Palermo, s'è tenuto ieri proprio mentre era in corso l’udienza al Riesame, altre manifestazioni si sono tenute durante il periodo di detenzione degli indagati che per il riesame avrebbero realmente soccorso il barchino con i naufraghi.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

VivereGiovani.it

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa