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«Ad Agrigento atteggiamenti mafiosi radicati», bufera sulla Guida Feltrinelli

La voce scritta da Rose Belford. Insorgono il sindaco Lillo Firetto e la Confcommercio: «Fate riscrivere quel capitolo»

«Ad Agrigento atteggiamenti mafiosi radicati», bufera sulla Guida Feltrinelli

PALERMO Quelle parole sulla guida turistica dedicata alla Sicilia edita da Feltrinelli su Agrigento hanno scatenato le proteste degli amministratori e dei commercianti della città della Valle dei Templi.

Scrive l'autrice Ros Belford per la collana Easy Rough Guide: «Le statistiche del governo indicano che Agrigento è una delle città più povere d’Italia e non risulta una sorpresa apprendere che qui gli atteggiamenti di tipo mafioso sono ben radicati», e ancora la città «ha uno scarso senso d’identità». Poi osserva: «Nessun pericolo per i turisti solo una maggiore tendenza tra i ristoratori, rispetto al resto della Sicilia, a perpetrare piccole truffe come l’aggiunta di rincari per il coperto o presentarsi con degli assaggi che non avete ordinato e poi metterveli nel conto».

«Il fatto che la città di Agrigento venga indicata come una delle città più povere d’Italia non autorizza nessuno a scrivere che qui da noi gli atteggiamenti mafiosi sono ben radicati e soprattutto - ribatte Gabriella Cucchiara, presidente Fipe Confcommercio - a far passare il messaggio a dir poco forviante che i ristoratori agrigentini tendono a truffare i turisti. Gli operatori del settore sono rimasti indignati dalle accuse a loro rivolte. È grave etichettare in malo modo un’intera classe di ristoratori la cui stragrande maggioranza, facendo di tutto per soddisfare turisti e visitatori, eccelle nel proprio lavoro raccogliendo migliaia di feedback positivi».

Cucchiara, in rappresentanza di tutti i ristoratori agrigentini, chiede ai responsabili della guida «una formale smentita e le dovute scuse alla città intera».

«Chiederò alla prestigiosa casa editrice Feltrinelli di proporre a Ros Belford una riscrittura della guida sulla Sicilia più rispettosa della genuina e generosa gente di Agrigento e di Sicilia, che non merita di certo di esser qualificata in questo modo. - afferma il sindaco Lillo Firetto - Soprattutto non lo meritano i tanti lavoratori che onestamente e tra tante difficoltà si guadagnano da vivere. Tutti possono impegnarsi a fare meglio e di più per rendere più bella e accogliente Agrigento, ma la città non corrisponde per niente a come viene descritta». 

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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commenti 4
  • Urologo

    27 Settembre 2018 - 20:08

    Purtroppo credo che queste dicerie siano il frutto grazie ai nostri politici dell'arretratezza del sud, dalla mancata vera unificazione dello stato italiano, della sub cultura mafiosa che si è impoata nel vuoto morale ed etico di un territorio senza identità hanno fatto emergere una oligarchia stracciona, famelica e sanguinaria che ha imposto regole di oppressione della popolazione da regime dittatoriale. Se non si riesce a sdradicare la mafia è proprio perché a tanti politici piace.

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    • pulsar

      28 Settembre 2018 - 15:03

      PIU' CHE PIACE............SPESSO SIAMO DI FRONTE A VERA E PROPRIA COLLUSIONE

      Rispondi

  • Mirko

    27 Settembre 2018 - 21:09

    Beh, la guida non recita che tutti gli agrigentini sono mafiosi ma bensì che gli atteggiamenti mafiosi sono ben radicati. Da non confondere le due cose, ben diverse. Ma in tutta la Sicilia è così anzi, in altre zone è pure peggio! Purtroppo noi siciliani non vogliamo crescere e quando c’è qualcuno che ci definisce per quelli che siamo, quindi dicendo la verità, tutti ci indisponiamo! Quanto fa male la verità!!!!

    Rispondi

    • pulsar

      28 Settembre 2018 - 15:03

      BEN DETTO, SACROSANTE PAROLE

      Rispondi

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