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«Sono stato io»: confessa il diciannovenne che ha ucciso la mamma dell'ex fidanzata

Avola, Giuseppe Lanteri - fermato nella notte nei pressi del Lungomare - davanti al sostituto procuratore Tommaso Pagano ha ammesso l’omicidio di Loredana Lopiano, l’infermiera di 47 anni accoltellata ieri mattina davanti la porta della sua abitazione. «Ma non ero andato per uccidere»

«Sono stato io»: confessa il diciannovenne che ha ucciso la mamma dell'ex fidanzata

SIRACUSA - Giuseppe Lanteri, 19 anni, ha confessato nella notte, nell'interrogatorio davanti al sostituto procuratore Tommaso Pagano. Ha ammesso l’omicidio di Loredana Lopiano, l’infermiera di 47 anni, accoltellata ieri mattina davanti la porta della sua abitazione in via Savonarola ad Avola, nel Siracusano. Immediatamente è stato fermato con l'accusa di omicidio volontario e trasferito in carcere.

Lanteri, ad aprile scorso, aveva interrotto la relazione sentimentale con la figlia di Loredana Lopiano, ma non si era rassegnato. Solo gli amici però sapevano del suo tormento: nessun comportamento fuori dal comune, infatti, aveva caratterizzato questi mesi e nessuna denuncia è stata mai presentata alle forze dell’ordine.

E’ probabile che il giovane non avesse pianificato quell'omicidio e che in lui sia esplosa improvvisamente della rabbia. Se fosse andato nell'abitazione di via Savonarola per parlare con l’ex fidanzata o con la madre o avesse già deciso di sferrare quelle coltellate mortali, dovrà essere chiarito. Loredana Lopiano è stata colpita alla gola per due volte e poi alla nuca dove la lama è rimasta conficcata. 

Intanto si è appreso che Giuseppe Lanteri, fermato nella notte, è stato rintracciato dalla polizia in spiaggia nei pressi del Lungomare di Avola. I poliziotti hanno controllato la sua utenza cellulare: ha inviato dei messaggi whatsapp al cognato. Nel frattempo si spostava e gli agenti hanno seguito le tracce delle celle telefoniche fino ad arrivare ad una zona ben precisa. Già domani potrebbe svolgersi l’udienza di convalida del fermo.

Il giovane, apparso lucido agli investigatori mentre confessava di aver ucciso la madre della sua ex fidanzata, avrebbe anche detto che a casa di Loredana Lopiano «non era andato per uccidere». Ma perché avesse con sé un coltello e perché lo abbia usato con violenza ancora non è chiaro.

La relazione di Giuseppe Lanteri con la figlia della donna uccisa, durata tre anni, era stata interrotta la scorsa primavera. E Lanteri a quanto pare non si era mai rassegnato. Ieri mattina, alle 7.30, si è recato in via Savonarola, ad Avola. Ha atteso davanti la porta. Quando Loredana Lopiano è uscita per andare a lavoro all'ospedale Di Maria di Avola lo ha trovato in strada e lo ha invitato ad entrare. «Era una persona capace di ascoltarmi» avrebbe detto agli inquirenti riferendosi alla donna che ha ucciso. Ribadendo come nella famiglia dell’ex fidanzata si fosse sentito subito accolto.

Nel piccolo androne della casa è successo tutto in pochi secondi. Poi Lanteri è fuggito: a piedi si è recato a casa della nonna, dove si è lavato e si è cambiato i pantaloncini sporchi di sangue. Ed è andato via percorrendo le strette vie del quartiere Priolo. Il suo rifugio lo ha trovato nella scogliera del lungomare di Avola. Inutili i messaggi inviati da familiari e amici, anche se con il passare delle ore ha iniziato a rispondere alla sorella, alla mamma ed al cognato, tranquillizzandoli. Lanteri aveva con sé dei farmaci che assume quotidianamente essendo affetto da una patologia. «Ma non era in stato di alterazione ed è apparso lucido e collaborativo», ribadisce Fabio Aurilio, dirigente del commissariato

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