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Manca l'unità di senologia, a Gela
in duemila in corteo ad invocarla

Marcia per le vie della città e incontro con i vertici dell'Asp Cl2 per sollecitare l'apertura della "Breast Unit" in «un'area riconosciuta ad alto rischio ambientale»

Manca l'unità di senologia, a Gelain duemila in corteo ad invocarla

GELA - Duemila persone in marcia, con folte rappresentanze guidate da sindaci e amministratori di molti comuni siciliani, hanno dato vita a Gela (Caltanissetta) alla «camminata per l’apertura dell’unità dipartimentale di senologia». In prima fila le volontarie in maglia arancione dell'Ados-Italia, l’associazione delle donne operate al seno, organizzatrici della manifestazione, e il medico Giuseppe Di Martino, l’unico senologo in servizio nella divisione di chirurgia generale del nosocomio gelese, che da anni si batte per l’apertura della «Breast Unit».

Il lungo corteo è partito dall'ospedale "Vittorio Emanuele" per raggiungere i gazebo informativi dell’Ados in piazza Umberto e poi il teatro Eschilo dove le finalità della giornata di lotta e le rivendicazioni dell'Ados sono state espresse sia ai vertici dell'Asp Cl2, rappresentati dal direttore sanitario Marcella Santino, che agli esponenti politici e ai parlamentari del territorio presenti in platea, tra cui il vice presidente della commissione sanità all’Ars, Francesco Cappello. Tutti hanno definito la manifestazione «una lezione di civiltà perché supera divisioni e contrapposizioni politiche, avendo come obiettivo la lotta ai tumori e il diritto alla salute e alla vita».

Santino ha comunicato che l'Asp si impegna a fare in modo che l'apertura dell’unità operativa di senologia avvenga entro la fine di ottobre. Gela è da anni riconosciuta area ad alto rischio ambientale e sede di «Breast Unit» ma l’iter realizzativo è andato avanti con estrema lentezza e col rischio di perdere tutto. «Adesso - ha detto il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti - è ora che alle parole seguano i fatti».

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commenti 3
  • Urologo

    30 Settembre 2018 - 21:09

    Mi piacerebbe sapere la casistica operatoria del chirurgo che invoca la breast unit e se all'interno dell'ospedale di Gela esiste il servizio di radioterapia, il reparto di oncologia e la chirurgia plastica per poter seguire in modo completo le donne con tumore alla mammella. Se non esistono questi servizi smettiamola con le manie di protagonismo che poco hanno a che fare con la voglia di dare un zmservizio efficiente.

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  • Urologo

    30 Settembre 2018 - 21:09

    Mi piacerebbe sapere quanti interventi di chirurgia maggiore urologica e generale si fanno all'ospedale di Gela e quale è la percentuale di pazienti che si va a curare in altre regioni d'Italia. Anche perche bisogna essre realisti quando si spende denaro pubblico.

    Rispondi

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