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Il sogno siciliano di un'Isola plastic-free:
ma all'appello mancano i grandi Comuni

Mentre tante piccole realtà comunali si stanno muovendo in questa direzione, all'Ars ci sono due ddl con l'obiettivo di ridurre al minimo la plastica usa e getta puntando su quella biodegradabile

Il sogno siciliano di un'Isola plastic-free: ma all'appello mancano i grandi Comuni

PALERMO - La Sicilia terra dei comuni “plastic free”. Augusta, Alcamo, Acireale, Pietraperzia e Pantelleria, per esempio, hanno già messo al bando, con singole ordinanze comunali, prodotti in plastica monouso, sostituendoli con quelli biodegradabili proprio nello stesso momento in cui all’Ars arrivano ben due disegni di legge che, in continuità di principio con la normativa di riferimento europea, tracciano una evidente linea di confine tra passato e futuro.

L’obiettivo della norma è quello di introdurre il divieto per la Regione, gli enti regionali e i Comuni, di utilizzare contenitori e stoviglie monouso non biodegradabili per la somministrazione degli alimenti o bevande nelle mense, nei luoghi pubblici, nei bar e ristoranti interni. Il ddl prevede misure specifiche per promuovere iniziative a basso impatto ambientale, utilizzando materiali biodegradabili e incentivando la raccolta differenziata. E, soprattutto, introduce incentivi per gli enti virtuosi, che ricadono anche sui cittadini con l’abbattimento della tassa sui rifiuti, e sanzioni in caso di violazione, che vanno da un minimo di 500 euro e un massimo di 2 mila euro. Soddisfatti, ognuno per il proprio ambito di riferimento, i due firmatari dei diversi testi presentati all’Ars, che potranno alla fine anche confluire in un’unica proposta, Michele Catanzaro del Pd e Gianpiero Trizzino dei 5stelle.

Per Catanzaro l’obiettivo da centrare è chiaro: «La legge regionale deve essere funzionale al divieto dell’uso della plastica. Posso capire che ci siano favorevoli e contrari, per questo abbiamo lanciato una petizione che in 13 giorni ha raggiunto oltre 35mila firme a favore di questa iniziativa. Abbiamo chiesto che il ddl venisse calendarizzato e portato in aula per portare una legge definitiva».

Gianpiero Trizzino dei 5stelle, vede “lungo” sulla volata di un traguardo importante che potrebbe costringere la maggioranza a convergere su questa materia e minimizza sulle premesse: «Non serve una legge per avere il risultato legato a “plastic free”, ogni Comune può, se ritiene, procedere con singola ordinanza. I Comuni amministrati dal Movimento lo hanno fatto con ordinanza».

E in effetti c’è una pattuglia di Comuni che ha dichiarato guerra alla plastica. Dentro i palazzi soltanto o su tutto il territorio. Sono ancora pochi sui 390 dell’Isola, ma continuano a crescere quelli che hanno detto stop a posate, bicchieri, piatti e recipienti monouso non biodegradabili o compostabili. Tra i sindaci che hanno emanato ordinanze “plastic-free” mancano però quelli delle grandi città capoluogo, ma i primi cittadini di Alcamo, Augusta, Acireale, Pietraperzia, Noto, Avola, Pachino, Lampedusa, Pantelleria e Malfa (a Salina, nelle Eolie) stanno facendo da apripista. Sindaci di diversi colori politici, cinque dei quali del M5S.

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