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Avola, cavallo lo scalcia alla gola: giovane salvo in extremis a Catania

Sul nostro quotidiano oggi in edicola il racconto di una tragedia sfiorata: un 29enne in fin di vita salvato grazie ad un delicatissimo intervento chirurgico eseguito nell'ospedale Cannizzaro

Cavallo scalcia giovane alla gola riducendolo in fin di vita: salvato

CATANIA - Tragedia sfiorata per un ventinovenne di Avola, vittima di un incidente e salvato grazie a un delicatissimo intervento chirurgico alla gola effettuato nell'ospedale Cannizzaro di Catania dove era stato trasportato urgentemente e in gravi condizioni. L’episodio è avvenuto sabato mattina in un podere del paese aretuseo, ma soltanto adesso, a intervento riuscito, è venuto a galla.

Il giovane al momento della disgrazia era intento a curare un cavallo nella proprietà quando l'animale all'improvviso gli ha sferrato un calcio da dietro, colpendolo con violenza alla gola. Il ragazzo è stramazzato a terra in preda a convulsioni e ai soccorritori è apparso subito evidente che le sue condizioni era molto gravi perché non riusciva più a respirare per bene ed era diventato cianotico. Immediatamente il giovane è stato soccorso e trasportato all'ospedale di Avola dove i medici, resisi conto della gravità della situazione , lo hanno trasferito d’urgenza con una ambulanza al Cannizzaro di Catania perché era necessario intervenire in un centro che avesse al suo interno i reparti di otorinolaringoiatra, pneumologia e rianimazione.

Il ventinovenne è giunto a Catania ed è stato immediatamente preso in cura dalla équipe del reparto di Otorinolaringoiatra, diretto dal dott. Vincenzo Saita, che eseguendo un primo esame si è accorta che il ragazzo aveva subito il distacco di netto della laringe dalla trachea. In termini tecnici il ragazzo è arrivato in ospedale afono e dispnoico. L’aria che entrava dalla sua bocca a causa della lacerazione finiva nel collo e nel torace, causandogli un enfisema sottocutaneo. Inoltre a causa di questa aria che entrava nel corpo non in maniera corretta era affetto anche da un pneumotorace bilaterale. «A questo punto - spiega il dott. Alfio Azzolina, che ha effettuato il delicato intervento sul giovane - abbiamo subito stabilizzato il paziente effettuandogli una tracheotomia e ripristinando il normale transito della respirazione. Dopo di che, con calma e dopo avere studiato il caso, lunedì mattina abbiamo effettuato il delicato intervento che è durato oltre due ore».

Il medico ha spiegato la particolare tecnica effettuata che apre nuovi scenari anche nell'approccio chirurgico della sanità catanese per questo genere di interventi, perché si tratta di un intervento ricostruttivo molto delicato e raro, effettuato a Catania soltanto un’altra volta. «Abbiamo quindi proceduto a rifare un delicato intervento di ricostruzione laringo-tracheale attraverso una astomia - ha aggiunto il medico -. La parte danneggiata della laringe è stata ricostruita e successivamente abbiamo suturato l’anello tricoideo ai primi due anelli tracheali. Alla fine siamo soddisfatti perché l’intervento è perfettamente riuscito e il paziente, seppure ancora ricoverato in rianimazione, sta rispondendo bene e non è più in pericolo di vita».

Il dott. Azzolina ha ricordato che circa sei anni fa un intervento simile era stato effettuato per la prima volta a Catania, sempre al Cannizzaro, dal primario dott. Saita, su un centauro di motocross che durante una gara era stato centrato da un filo all'altezza del collo, il che gli aveva provocato il distacco della trachea. «E’ chiaro adesso che l’intervento che abbiamo effettuato, raro nel suo genere, apre nuovi scenari. In un passato recente casi del genere venivano trasferiti d’urgenza al nord Italia che ha già una certa esperienza in ricostruzioni del genere». «Ora, nei prossimi giorni - ha proseguito lo specialista in otorinolaringoiatra - procederemo a risvegliare il paziente dalla sedazione e ad effettuare la profilassi medica per accelerare la guarigione. «L’importante - ha concluso- è essere riusciti ad evitare che il giovane potesse morire durante il trasferimento fuori Sicilia».

Il dott. Alfio Azzolina per l’intervento si è avvalso del supporto della équipe chirurgica composta dai medici otolaringoatri Salvatore Pricoco e Giuseppe Rossi e della collaborazione fattiva del chirurgo toracico, dott. Francesco Tornambene.

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commenti 2
  • Urologo

    17 Ottobre 2018 - 23:11

    Una persona si fa male ad Avola e viene trasportatao a Catania. Chiedo cosa ci sta a fare l'ospedale di Avola e quello di Siracusa. Si mette in pericolo la vita di un paziente per il lungo trasporto verso Catania quando ci sono tanti ospedali a pochi minuti di distanza più vicini. Volete dirni che fare una tracheostomia e un drenaggio toracico siano interventi all'avanguardia? O ancora di piu per suturare una trachea bisogna trasportare un paziente al nord Italia? Meno male che ilnpresidente della società di chirurgia è siciliano. Io vedo solo tante chiacchere e autocelebrazioni ma i fatti sono proprio piccolini.

    Rispondi

  • Urologo

    18 Ottobre 2018 - 16:04

    Perché fare un intervento invasivo uno tracheostomia quando con una broncoscopia si può sistemare la rottura tracheale. Cosi dicono le linee guida. Mi sembra che si sia stati un po aggressivi per le curexdel paziente in questione.

    Rispondi

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