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Cronaca

Catania muore e il governo se ne... Le speranze affidate a un "piano b"

Di Giuseppe Bonaccorsi

CATANIA - Ormai appare chiaro a tutti che il governo non intende prendere una decisione veloce per rispondere all'appello del sindaco Pogliese sul dissesto. Le parole del vicepremier Luigi Di Maio sul caso Catania che potrebbe essere trattato nell'ambito di un eventuale provvedimento più ampio a favore di tutti i Comuni in pre dissesto la dicono lunga sui tempi che, nell'eventualità che arrivi una decisione positiva, si profilano certamente non veloci. Il problema è che l’emergenza la città la sta vivendo in questi giorni con il mancato pagamento di quasi 10 mila stipendi, una intera piccola città, se consideriamo anche le famiglie che si ritrovano senza soldi per andare avanti. E allora che fare? In questo senso si profila un piano “b”. In questo caso l’amministrazione avrebbe chiesto al governo di prevedere una congrua anticipazione che possa servire per andare avanti qualche mese, in attesa che Roma si decida sull'ammontare del contributo straordinario.

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C’è però da considerare che il 7 novembre la Corte dei conti di Roma, prenderà in esame il ricorso presentato dal sindaco, avverso alle deliberazioni n. 153 e 154 della Corte dei conti di Palermo. Un respingimento potrebbe rendere più difficoltoso il cammino per scongiurare il fallimento. Inoltre bisognerà capire come fare, nell'eventualità, per presentare un Piano di rientro entro il 30 novembre che permetta, finalmente, al Comune di camminare con le proprie gambe dopo anni di disastri. Insomma i nodi sono tutti qui e sarà bene procedere attentamente per dare rassicurazioni a migliaia di impiegati che da giorni vivono col fiato sospeso e a decine di imprese fornitrici che, in caso di default del Comune, si ritroverebbero sul lastrico.

Intanto anche i consiglieri del gruppo «Con Bianco per Catania» Enzo Bianco, Lanfranco Zappalà e Daniele Bottino) riguardo il pagamento degli stipendi ai dipendenti, dichiarano: «I trasferimenti dello Stato previsti per Catania, 23 milioni di euro, necessari per pagare gli stipendi, non piovono dal cielo: arriveranno subito dopo l’approvazione del Consuntivo 2017 che l’amministrazione deve predisporre. È un obbligo che il Comune non sta rispettando». «È assolutamente fuorviante dunque, confondere la vicenda della liquidità con quella del bilancio e del nuovo piano di rientro, il cui percorso passa dal ricorso alle sezioni unite della Corte dei conti e dall'emendamento approvato a Roma, per il quale hanno collaborato sia il presidente del Consiglio nazionale dell'Anci Enzo Bianco sia il sindaco Salvo Pogliese. Bisogna correre e lavorare per recepire le pesanti obiezioni dei Revisori dei Conti sulla delibera del Riaccertamento dei residui, atto propedeutico al Consuntivo. C’è però la sensazione che una parte del Comune abbia smesso di credere al salvataggio della città dal dissesto e aspetti che gli eventi (negativi) si compiano. Questo sarebbe un drammatico errore. Chi ha la responsabilità guidi e stimoli gli uffici, cui va il nostro sostegno, per produrre gli atti, le osservazioni e le correzioni necessarie a presentare le delibere necessarie al Consiglio, così da poter richiedere le anticipazioni al ministero per pagare gli stipendi».

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