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Il sistema Montante e l'«incidente» di Salvini
testimonial vip della bicicletta della legalità...

Dai social riemerge uno scatto, datato novembre 2017, con l'allora presidente di Sicindustria e l'attuale ministro al tempo "soltanto" leader della Lega: e nascono riflessioni che attengono alla forma ma anche alla sostanza con il Viminale che non si è costituito parte civile nel processo all'ex paladino dell'antimafia

La forma è sostanza. E dunque, visto il forte impatto, l’immagine sopra va spiegata. È tratta dal profilo Facebook di “Montante Cicli” e risale al 10 novembre 2017; all'Eicma di Milano, salone del ciclo e motociclo, nello stand 31 del padiglione 11.
Non serve didascalia. Anzi, sì. Perché non basta dire che la foto ritrae Matteo Salvini e Antonello Montante fra una fiammante bici. Bisogna contestualizzare. A circa un anno fa: quello a sinistra non era ancora diventato ministro dell’Interno; quello a destra non era ancora stato arrestato per corruzione.

Eppure - la forma è sostanza - Montante era già un imprenditore indagato (per concorso esterno alla mafia) e Salvini era già un leader che aspirava a governare il Paese.

Destini opposti, qualche mese dopo: uno in carcere, l’altro al potere. E ora, dalle catacombe social, riemerge questo scatto. Macchiato da due dubbi. Il primo è di forma: era opportuno che il capo della Lega fosse lì? Magari legittimo, in uno Stato di diritto. Del resto, i testimonial vip delle biciclette della legalità sono numerosi. Soprattutto prima, ma anche dopo l’inchiesta di Caltanissetta.

Ma è il secondo dubbio - quello di sostanza - a inquietare. Perché il Viminale, parte offesa nel processo agli “spioni” che usavano i suoi dati riservati, non s’è costituito nell'udienza preliminare? Non, come la Regione, per un pasticcio che Musumeci annuncia di voler sanare nell'eventuale dibattimento, silenziando le maliziose voci su “manine” palermitane. Salvini, invece, ha scelto di non contrapporsi a Montante in tribunale. Con un silenzio tombale, che stride con la loquacità dei cinguettii dopo ogni arresto di boss. E con una beffa morale: lo Stato, con i nostri soldi, sostiene la difesa di uno degli “007” sodali dell’ex paladino dell’antimafia.

Perciò questa foto, rivista oggi, fa davvero uno strano effetto.

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commenti 1
  • Giuseppe

    31 Ottobre 2018 - 08:08

    Salvini era andato a visitare l'EICMA, rilevante esposizione internazionale di cicli e motocicli. Il minimo era fermarsi a parlare col presidente pro tempore e lì lo hanno ritratto prontamente. Nulla di ché. Altro è la mancata richiesta di costituzione di parte civile nel processo a carico del soggetto in questione.

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