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M5S, la buccia di banana è in Sicilia
Occhio al super radar Usa a Niscemi

Grana Muos per i pentastellati: sull'impianto tensioni interne nel Movimento tra gli ortodossi ed i "governisti", pure contrari alla struttura ma attenti a non rinfocolare tensioni con la Lega. E il dossier così per il momento resta in stand-by

M5S, la buccia di banana è in SiciliaOcchio al super radar Usa a Niscemi

ROMA - Luigi Di Maio erige la trincea del M5S all'offensiva di Matteo Salvini e apre un nuovo fronte in Parlamento sulla prescrizione. Mentre al Senato continua la guerriglia sul dl sicurezza, con i dissidenti Cinquestelle che non vogliono piegarsi al diktat del Carroccio sulle norme contro la protezione dei migranti, alla Camera si profila un nuovo scontro sull'emendamento voluto dal ministro pentastellato Alfonso Bonafede che sospende la prescrizione dei reati alla sentenza di primo grado. Un blitz inaspettato verso il quale la Lega, assieme all'opposizione, ha invano cercato di opporsi provando a rinviarne l’esame. E tutto ciò mentre scoppia una nuova grana per i Cinquestelle sul nuovo super radar americano Muos nella base militare di Niscemi. La mossa del leader pentastellato sulla prescrizione è il suo asso nella manica sia per rispondere al tentativo della Lega di mettere il M5S all'angolo, sia per placare l’ala ortodossa del Movimento, sempre più galvanizzata nella battaglia contro l'alleato di governo dopo il caso Tap, mentre infuria il braccio di ferro sulla Tav e sul dl sicurezza e mentre rischia di scoppiare la nuova grana del Muos.

In Sicilia il M5S si oppone da sempre al radar americano. «Il M5S e il governo hanno già preso una posizione, quella che hanno sempre avuto, e Luigi Di Maio a breve la comunicherà» afferma il deputato dell’Ars Giampiero Trizzino che declassa la memoria del ministro Elisabetta Trenta contro il ricorso dei No Muos come un «fatto già passato». «L'unica voce ufficiale sul tema è e sarà quella del governo» ribattono dalla Difesa dove si sconfessa «qualsiasi altra esternazione o posizione assunta da esponenti non appartenenti all'esecutivo». L’intenzione sembra quella di rinviare ad altro momento la comunicazione sulle decisioni su questo nuovo dossier. L’imperativo al momento è ricompattare il Movimento anche grazie all'emendamento depositato nella Commissione dell’ortodosso Giuseppe Brescia mentre la deputata Giulia Sarti ricorda che si tratta di una «nostra battaglia storica». Ma la mossa rinfocola la tensione con la Lega tanto che proprio fonti del M5S cercando di stemperare il clima: con il Carroccio, dicono, c'è un «confronto sereno» tanto che il ministro della Giustizia ha avuto diversi contatti telefonici con autorevoli esponenti della Lega con l’obiettivo di «trovare la quadra». Per Di Maio si tratta di dosare con perizia i toni in un momento in cui il corteggiamento di Salvini da parte del centrodestra si riaffaccia e mentre il leader del Carroccio ragiona sull'opportunità di sostituire i voti dei ribelli Cinquestelle con quelli di Fdi anche nell'ottica di un possibile impegno comune in caso di elezioni anticipate a Roma.

In questo quadro, il successo del centrodestra alle provinciali rianima Forza Italia e Fdi che lanciano un nuovo invito all’unità. «Matteo torna a casa» è l’appello di Mariastella Gelmini. «Il centrodestra unito vince» gli ricorda anche Giorgia Meloni.

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