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Nicola Gratteri: «Per capire cosa è la droga i giovani entrino nelle comunità»

Il procuratore di Napoli: «Con la legalizzazione nessun torto alle mafie»

Amalia Zampaglione

07 Gennaio 2024, 11:09

Nicola Gratteri, procuratore di Napoli

Nicola Gratteri, procuratore di Napoli

La legalizzazione delle droghe leggere è da sempre un tema che polarizza la politica in Italia. Regolamentazione della cannabis, uso terapeutico  e  coltivazione domestica per uso personale sono argomenti che dividono non solo i partiti ma anche l’intera collettività. Alcuni partiti propongono politiche di riduzione del danno derivante dall’assunzione di droghe leggere tramite l'offerta di analisi e di controllo delle sostanze psicoattive vietate (drug checking). Altri parlano esplicitamente di legalizzazione della cannabis e coltivazione per uso personale. Si propongono incentivi per la coltivazione della canapa, anche come strumento per recuperare terreni abbandonati. Altri ancora, invece, propongono di regolamentare la coltivazione della cannabis per uso personale, per contrastare la criminalità organizzata e superare le criticità legate alla produzione limitata per uso terapeutico. Ed infine ci sono coloro che sono assolutamente contro la legalizzazione e per la soluzione del proibizionismo. Insomma: si continua a discutere in base alle ideologie e a litigare sulle opinioni.  

Il confronto

Il confronto tra le avverse tesi, liberalizzatrici e proibizionistiche  supportate da ragioni di fondo serie e plausibili, non è stato ad oggi particolarmente proficuo. Davanti a tante proposte e motivazioni che possono far schierare a favore di chi chiede la legalizzazione e chi invece è assolutamente contrario, ci si ritrova in notevole difficoltà e incapaci a  dipanarsi da certe logiche. Se tentiamo poi di comprendere  gli effettivi danni alla salute  dell’individuo, per prendere le distanze da posizioni politiche fra loro contrastanti, per maturare una personale idea, si tenta un approccio scientifico, cercando di conoscere quali conseguenze determini l’assunzione di droghe leggere  sul nostro corpo. Alcuni ricercatori hanno  effettuato delle ricerche  su adulti e sottoposti per sei anni a test cognitivi e di memoria e  i risultati sono apparsi migliori rispetto a giovani che non avevano fumato spinelli. Pertanto, non esiste un legame necessario fra uso di droghe leggere e compromissione delle facoltà cognitive. Un’altra ricerca, invece,  evidenzia l'alterazione delle funzioni cerebrali dovuti alla marijuana che è una droga leggera, anche dopo astinenza;  secondo questi ricercatori  non esiste una netta differenza tra droghe leggere e droghe pesanti: sono tutte droghe con effetti deleteri, il rischio e la gravità con cui si manifestano in una condizione patologica sono individuali. C’è inoltre la probabilità di sperimentare, ancora dopo dodici mesi di astinenza, sintomi psicotici.  

L'inserto Social Comic

Sul tema, che sarà il focus dell’inserto Social Comic (la cronaca a fumetti scritta dagli studenti) in edicola domani, abbiamo intervistato il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri.

Il web è pieno di informazioni, se fai un “giro in rete” trovi risposte diverse, e risultati differenti.  A chi credere? Non è un atto di fede…e la Scienza deve dare risposte certe e non già contrastanti e opposte. 
«La risposta induce ad  un confronto tra il passato e l’aspetto attuale della marijuana e c’è una verità che appare ormai difficile da scalfire: l’utilizzo a lungo termine di marijuana, i cui effetti vanno ricondotti al principio attivo, il tetraidrocannabinolo (Thc) può influenzare la struttura e la funzione di alcune aree cerebrali. Quando esplose la liberalizzazione da ogni tabù e l’uso della cannabis si diffuse, l’ “erba” che circolava conteneva al 3 per cento il principio psicoattivo Thc, mentre oggi la concentrazione arriva anche al 18 per cento e non si può ignorare  l’azione in ogni caso deleteria per un cervello in sviluppo dei derivati della cannabis, soprattutto quando assunti in modo continuato e ad alte dosi».

Davvero la legalizzazione determinerebbe una maggiore sorveglianza del mercato delle droghe? Sarebbe veramente una soluzione utile per contrastare le mafie?
«Il futuro è rappresentato dalle droghe sintetiche. Queste sostanze chimiche, vengono create e modificate con una tale rapidità da non riuscire poi a classificarle, ad inserirle nelle tabelle degli stupefacenti e quindi non si riesce a dare una risposta giudiziaria. I trafficanti potranno sintetizzare le nuove sostanze in propri laboratori e produrle tutto l’anno a prezzi inferiori».

Cosa pensa riguardo la proposta di alcuni politici di regolamentare la coltivazione della cannabis per superare le criticità legate alla produzione limitata per uso terapeutico. Legalizzando la cannabis potremmo veramente togliere un business alla criminalità organizzata?
«La legalizzazione delle droghe leggere non comporterebbe alle mafie gravi mancati guadagni. Un grammo di cocaina costa mediamente 50 euro mentre un grammo di marijuana costa mediamente 4 euro. Se venisse liberalizzata la marijuana, costerebbe all’incirca in farmacia 12 euro contro i quattro offerti dalla criminalità organizzata. Il costo è già fuori mercato e inoltre la liberalizzazione consentirebbe l’acquisto ai maggiorenni e non già ai giovanissimi che ne fanno gran consumo. Quindi, per reperire le droghe leggere i giovani minorenni continueranno a rivolgersi alla criminalità organizzata».

ln Olanda da tempo hanno provveduto alla legalizzazione delle droghe leggere.  La teoria che sta dietro questa pratica è che la vendita di piccole quantità di droghe leggere per uso personale causa minore rischio sociale e personale rispetto all'uso ed alla vendita delle droghe pesanti. Cosa ne pensa?
«Esiste un altro rischio dovuto al  consumo abituale: si va dal rischio di sviluppare la dipendenza all’eventualità di voler provare anche altre sostanze illecite».

Ha un consiglio da dare ai giovani?
«Invito i giovani a visitare le comunità terapeutiche per tossicodipendenti perché capiscano cos’è la droga. Far conoscere ai giovani ciò che determina la dipendenza, i rischi e i danni alla salute, quali sono gli effetti delle droghe sicuramente potrebbe far riflettere  e comprendere perché non bisogna legalizzare le droghe».