Incendi Sicilia, i ristori tardano e per la Regione arrivano le prime richieste di danni da chi ha avuto la casa distrutta
I primi effetti del mancato riconoscimento dello stato d'emergenza da parte dello Stato per i roghi della scorsa estate
Molta paura la scorsa notte a Palermo per incendi divampati nella zona di Brancaccio, tra le vie Fichidindia e San Criro, che hanno costretto diversi residenti a uscire per strada, mentre qualcuno è fuggito sui tetti. Come successo lo scorso luglio anche stavolta il fuoco ha minacciato le abitazioni del capoluogo. Due mesi fa interessò una chiesa e le case di Borgo Nuovo. Per i vigili del fuoco è stata una lunga notte di lavoro. Dalle 20 di ieri fino alle prime luci di oggi sono stati più di 40 interventi per incendi di vegetazione e sterpaglie che hanno interessato il territorio provinciale. Tutti gli uomini e mezzi del corpo del comando provinciale sono stati impegnati per fronteggiare l'emergenza dettata dalle elevate temperature, dai venti di scirocco. È stato inoltre richiesto il supporto di una squadra aggiuntiva proveniente dal distaccamento di Piazza Armerina (Enna). Nella prima serata di ieri quattro squadre sono state impegnate tra via Fichidindia e San Ciro per un incendio di sterpaglie e agrumeto vicine a delle abitazioni: ci sono volute diverse ore prima di riportare la situazione alla normalità. Tanti residenti sono usciti per strada e qualcuno è fuggito sui tetti. Al momento sono in corso interventi ad Altofonte, Gratteri, Gibilrossa, Misilmeri, Piana degli Albanesi, Torretta e Prizzi. Dalle prime luci sono presenti in volo anche tre Canadair sulle località di Gratteri, Gibilrossa e Santa Cristina. ANSA/VIGILI DEL FUOCO ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING NPK
Tarda ad arrivare la dichiarazione di stato d'emergenza e tardano quindi i ristori per chi ha subito danni dagli incendi della scorsa estate in Sicilia. Così arrivano i primi due atti di citazione davanti al tribunale civile per risarcimento danni, patrimoniali e non, alla Regione siciliana, alla protezione civile, al comando forestale e ai vigili del fuoco.
A citare Regione, Protezione civile, Forestale e vigili del fuoco sono stati una donna di 49 anni, B. F. che ha visto andare in fumo la propria villetta a Palermo e ,una coppia proprietaria di una villa a Borgetto (Palermo) M. O., 66 anni, e G. G., 73 anni, oltre ai due figli. Le fiamme hanno distrutto le abitazioni il 25 luglio scorso.
Le parti citate dovranno comparire per la prima danneggiata all’udienza del 24 maggio e per gli altri il 25 giugno.
La richiesta di risarcimento in sede civile arriva mentre non si è ancora placata la polemica tra Regione siciliana e ministero della Protezione civile perchè quest’ultimo aveva rifiutato l’istanza di dichiarazione dello stato di emergenza e di conseguenza la possibilità di avere risarcimenti per i danni subiti da imprenditori, agricoltori, cittadini.
Le richieste
B.F. chiede un risarcimento di 384.694 euro (di cui 299.204 per lavori strutturali indicati nella perizia, 5.490 fattura perito ed 80.000 quale valore economico dei beni mobili distrutti), oltre ai danni non patrimoniali, mentre per la villa di Borgetto la richiesta al giudice e la quantificazione dei danni non patrimoniali e la nomina di un consulente tecnico d’ufficio che quantifichi i danni patrimoniali. L'avvocato Vanessa Fallica che, rappresenta B.F. dice: «E' inconcepibile assistere a questa scenetta politica tra Stato e Regione circa gli interventi concreti in favore di chi ancora oggi non ha un alloggio quindi occorre adire la via giudiziaria dove certamente verranno individuate le responsabilità».
Mentre l’avvocato Gabriele Fallica, che con la sorella rappresenta l’altra famiglia danneggiata, afferma: «Sono decorsi oltre cinque mesi e nulla è stato fatto, ma la paura più grande è che tra pochi mesi con l’arrivo delle temperature calde tutto si possa riverificare perchè il piano di prevenzione incendi varato dalla Regione Sicilia continua a non essere attuato».